Il Premio, da sempre focalizzato sull'attività fisica e sulla conoscenza del territorio, quest’anno verteva sulle abitudini alimentari

GIACCIANO CON BARUCHELLA (Rovigo) – “Tutti a tavola, ieri e oggi” è stato il tema del premio Ugo Grisetti 2026, concluso il 28 maggio, con una ricerca degli alunni di quarta e quinta elementare della scuola primaria, riassunta in un opuscolo “da conservare”. Il Premio, da sempre focalizzato sull’attività fisica e sulla conoscenza del territorio, quest’anno verteva sulle abitudini alimentari, confrontando quelle del secolo scorso con le odierne.

Assenti giustificati il sindaco Natale Pigaiani ed il vicesindaco Mariella Sperandio, è stata la consigliera comunale Agnese Rinaldi con la bibliotecaria Elisa Stevanin a coordinare la mattinata di premiazione nella sala civica (ex sede comunale) di Via De Gasperi n. 58. Nell’occasione, sono stati presentati i lavori degli alunni delle classi IV e V della Scuola primaria, riassunti nell’opuscolo “Tutti a tavola: ieri e oggi”. 


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La sapienza culinaria dei nonni tramandata agli alunni

Un libriccino preparato nell’ambito del progetto scolastico “A spasso in biblioteca”, condensa la ricerca corale svolta dagli alunni in classe e in biblioteca, con la collaborazione della Scuola primaria locale, delle ex insegnanti volontarie della biblioteca (Loredana Bussoni, Gina Marcomini e Chiara Lora) e, per la ricerca storica sul campo, dell’immarcescibile Delly Mantovani (91 anni il prossimo 28 agosto), come testimone della cucina locale di un tempo.

I protagonisti della mattinata sono stati gli alunni, che hanno partecipato: Nicolò Altobello, Milena Benaglia, Ritaje El Hassar, Youssef Hafidi, Jennat M’Zoura, Jinane M’Zoura, Leila Maggio, Sofia Olenchenko, Sebastian Pavanello, Naira Rai, Emma Romani, Emma Valentini e Melissa Zhang Tian Xin (per la classe quarta). Mustapha Arami, Yahya Es-Somid, Hajar Majid, Vespasiano Matarazzo Flavio, Ihab Mourchid, Adele Muraro, Veronica Olenchenko e Ilary Zanforlin (per la quinta).

Dalla ricerca è emersa l’evoluzione delle abitudini alimentari, scoprendo gioiosamente le tradizioni multietniche oggi presenti anche a Baruchella: cous cous (adattato alle usanze locali), tanjia, sushi, rasgulla fra tutti, ma anche la pizza e le altre prelibatezze nostrane (riconosciute dall’Unesco “Patrimonio immateriale dell’umanità). La cucina, dunque, come laboratorio d’integrazione. 

Certamente ogni paese ed ogni famiglia ha le sue ricette tradizionali, anche se nel tempo c’è stata una fusione di sapori ed ingredienti che hanno portato alla perdita di alcune tipicità.

L’esperienza in biblioteca 

Come emerge fra le pagine di “Tutti a tavola, ieri e oggi”, corredato da questionari e grafici, l’incontro in biblioteca del 4 febbraio scorso, con la signora Delly è stato per gli alunni entusiasmante. Sommersa con domande di tutti i tipi, in quell’occasione “Nonna Delly” ha svelato le abitudini, le consuetudini e gli orari degli anni ’50 e 60 del secolo scorso, “Quando si utilizzava il “libretto” per la spesa settimanale”. “Si mangiava solo due volte al giorno e la cena costituiva il pasto principale a base di pane o polenta, uova, verdure di stagione, patate e ancora caffelatte”. I piatti della cucina povera erano legati ai prodotti dell’orto (orzo, uova, legumi, frutta e verdure di stagione) o del pollaio (uova e carni bianche), poca carne di manzo (non più di una volta alla settimana) e il pesce del canale Emissario (tinche, pesce-gatti e “pessin”). Chi aveva il maiale era fortunato, perché “Non si buttava niente”. I piatti più diffusi erano: l’immancabile minestra e fagioli (visto che la carne era un lusso) col lardo e senza parmigiano, minestrone di verdure, pastasciutta (al pomodoro, talvolta al ragù), i cappelletti in brodo solo nelle grandi occasioni. Il latte, consegnato di casa in casa in un bidone di alluminio, integrava la dieta. 

Infine un capitolo è stato dedicato al castagnaccio, ovvero la “Pinza papazon”, un dolce-non dolce di semplice fattura confezionato con farina di castagne e acqua calda.

Alcuni degli “strumenti” utilizzati a quel tempo in cucina erano esposti in bella mostra durante la premiazione del 28 maggio.

La magnifica mattinata si è conclusa con la consegna a ciascun bambino dei biscotti preparati da nonna Delly e dei premi predisposti dalla Biblioteca e dal Comune, fra i quali spiccava il “Gioco dell’Oca” polesano realizzato e disegnato ad arte da Alberto Cristini.

L’aspetto più positivo di questa ricerca – ha sottolineato la presidente della biblioteca  Laura Tibaldo (ricordando come il premio sia stato voluto e finanziato dalla famiglia Grisetti) – è stato il porre al centro dell’attenzione dei bambini il valore educativo del rispetto, della collaborazione e dell’impegno”.

Ugo Mariano Brasioli

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