I candidati del Partito Democratico alla Camera dei Deputati si presentano a Rovigo: Alberto Lucchin all'uninominale, Alessandro Zan e Nadia Romeo al proporzionale
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ROVIGO – Nessun dubbio per il deputato uscente del Pd Alessandro Zan, candidato in Polesine con i candidati locali alla Camera Nadia Romeo al proporzionale ed Alberto Lucchin all’uninominale: “Qualora vincesse il cendrostra di Giorgia Meloni sarebbe una sciagura per il Paese”.

“Quando i cittadini perdono i propri diritti e devono preoccuparsi di vincere la propria guerra di sopravvivenza il potere dello Stato si rafforza e la perdita di democrazia non è un rischio, ma diventa una certezza” afferma Zan commentando lo scenario secondo lui più catastrofico di una schiacciante vittoria del centrodestra e di Giorgia Meloni presidente del Consiglio dei Ministri.

Meloni non è credibile per govermare il Paese, è una donna alla guida di un partito che vive del peggior retaggio di famiglia patriarcale, che non riconosce nemmeno i diritti delle donne, una destra pericolosa alleata con Trump negli Stati Uniti d’America e con Viktor Orban in Ungheria“.

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Zan, padovano, politico e attivista Lgbt italiano è l’esponente principale della comunità Lgbt, ma si è battuto anche per riconoscere i diritti di una famiglia non necessariamente fondata sul matrimonio tanto da aver promosso, ed ottenuto, il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto.

Per Zan la questione dei diritti è fondamentale: “Aborro la situazione che è venuta a crearsi nelle Marche, dove Fratelli d’Italia è fortemente rappresentata, e dove di fatto si è cancellato il diritto all’aborto togliendo tutti i medici obiettori e rendendo praticamente impossibile il ricorso alla pillola abortiva”.

Il tema dei diritti umani non dovrebbe essere motivo di campagna elettorale – conclude Zan – in quanto in tutti i Paesi europei i diritti sono patrimonio di tutte le forze politiche, da destra a sinistra. Solo in Italia la destra usa i diritti per ottenere un consenso elettorale come ha fatto per esempio Meloni individuando nella comunità Lgbt un nemico contro cui scagliarsi cervando di attirare l’odio del popolo verso quella comunità.

Il vero pericolo è quello di uno Stato che legittimi gli odiatori spinti ad agire, con la violenza, contro le persone oggetto del loro ingiustificato ed intollerabile odio“.

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