Nel Polesine il tema ecologico diventa terreno di battaglia: accuse incrociate, assenze pesanti e contraddizioni politiche

ROVIGO – In campagna elettorale l’ambiente diventa improvvisamente il valore supremo di tutti. Salvo poi trasformarsi, puntuale come la nebbia, in un campo di battaglia dove insinuazioni, distinguo e colpi bassi si sprecano. A dimostrarlo, l’ultimo affondo di Vanni Destro, portavoce della Rete dei Comitati Polesani, che replica alle dichiarazioni dell’assessore di Taglio di Po Alessandro Marangoni (giunta Layla Marangoni), le quali rivendicavano la “qualità scientifica” delle osservazioni del Comune sul progetto dell’inceneritore di fanghi con Pfas proposto da Green Sludge Solutions a Loreo.

Destro non usa giri di parole: definisce “inaccettabile” lo sminuire a “slogan” il lavoro del Comitato No Pfas, realizzato da tecnici qualificati che da mesi analizzano il progetto. “Prima di insinuare superiorità scientifiche – afferma – Marangoni dovrebbe rispettare chi si spende gratuitamente per difendere il Delta”. E lancia anche una stoccata: “I tecnici del Comitato hanno lavorato senza compenso. Cassetta, citato dall’assessore, lo ha fatto gratuitamente?”.

Altro punto critico: l’assenza della sindaca di Taglio di Po Layla Marangoni, candidata di Forza Italia, all’incontro del Comitato No Pfas tenutosi lunedì in Sala Eracle a Porto Viro. Tutti i candidati polesani erano stati invitati a dichiarare pubblicamente la loro posizione sull’inceneritore. “Un’assenza che difficilmente può essere casuale”, osserva Destro.

La questione ambientale, però, non agita solo Forza Italia. Anche in Fratelli d’Italia i nervi sono a fior di pelle. L’assessore regionale uscente Valeria Mantovan, ora candidata, era già stata accusata da Maria Luisa Coppola – tra i volti più noti del Comitato – di non aver mai agito realmente a difesa del territorio. La replica di Mantovan non ha convinto Coppola e il confronto si è rapidamente spostato sui social, dove L’ex assessore regionale ha accusata apertamente l’ex sindaco di Porto Viro di “dire bugie”.

A complicare ulteriormente il quadro, la presenza all’incontro in Sala Eracle di Mattia Moretto, presidente del consiglio comunale di Rovigo e candidato FdI, sostenuto proprio da Coppola. La sua partecipazione non è passata inosservata agli ambientalisti, che ricordano i legami dell’area politica di riferimento di Moretto con il ministro Adolfo Urso, fautore della ripresa delle trivellazioni in Polesine, sia a terra che in mare, in nome dell’autosufficienza energetica.

La contraddizione non sfugge agli attivisti: “Contro inceneritore e Pfas, ma favorevoli alle trivelle?” è il commento più ricorrente nelle ultime ore. Una presenza, quella di Moretto, che secondo qualcuno sarebbe stato opportuno evitare.

Sintesi delle contraddizioni in casa centrodestra a cura del candidato bassopolesano per AVS – Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Motta che in un minuto e mezzo ha riassunto la situazione:

Conclusione poco edificante: nelle ultime settimane il Polesine è diventato vetrina di tensioni interne alle coalizioni, assenze strategiche e prese di posizione a geometria variabile. L’ambiente, invece di essere terreno comune, resta un’arma da campagna elettorale. E il territorio, come al solito, aspetta risposte.

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