L’appello viene lanciato dall’Associazione nazionale pensionati,  stando ad un report di quest’ultima, il 60% degli ultra 65enni vive da solo  

ROVIGO – “Le aree interne polesane si stanno spopolando. La politica intervenga per contrastare il fenomeno, ovvero per garantire il diritto di restare, sia ai più giovani che agli anziani”. L’appello viene lanciato da Anp (Associazione nazionale pensionati) Cia Rovigo; stando ad un report di quest’ultima, il 60% degli ultra 65enni vive da solo. Nel 2050, inoltre, gli stessi saranno un terzo della popolazione della provincia. 

“Serve costruire una rete territoriale e servizi di prossimità – sottolinea il presidente di Anp Cia Rovigo, Doriano Bertaggia – In diversi paesi hanno chiuso i battenti istituti di credito, poste e scuole”. Per quanto riguarda la sanità pubblica, Anp osserva che – nonostante le promesse elettorali – rimangono molteplici le problematiche da risolvere. In primo luogo, le lunghissime liste d’attesa, con visite specialistiche programmate (se e quando vengono programmate) anche a due anni.

“Il 10% dei pensionati polesani rinuncia a curarsi poiché non è in grado di corrispondere le spese per rivolgersi al privato”. In tutto questo, il 25% degli stessi percepisce un assegno mensile pari o uguale a 750 euro (che in dieci anni ha perso addirittura il 15% del potere d’acquisto). In alcuni centri, poi, non esiste più la figura di riferimento del medico di base. “Vengono sostituiti dalla guardia medica; così, però, viene a mancare il principio della continuità della cura”. 

“La difesa dell’articolo 32 della Costituzione, ovvero una sanità pubblica universale, è un pilastro fondamentale della convivenza civile – aggiunge – Al Governo chiediamo finanziamenti adeguati, soprattutto a favore dei non autosufficienti”. A questo proposito, spiega Bertaggia, “a fronte degli 48.000 degenti nelle case di riposo venete, vi sono 10.000 richieste in attesa. Un numero impressionante”. Relativamente ai costi, la retta mensile delle Rsa si attesta sui 2.500 euro, con una previsione di un aumento del 5% da qui ai prossimi mesi, anche a motivo dei rincari generalizzati. “Occorrono nuovi investimenti in strutture e personale – conclude – L’allungamento della vita media è sicuramente una buona notizia; tuttavia, bisogna mettere nelle condizioni gli anziani di star bene, in ogni senso”.

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