ROVIGO – “Contrastare lo spopolamento e riportare sviluppo nei territori marginali del Paese, partendo da servizi, infrastrutture e sostenibilità. È il messaggio emerso dal convegno promosso dal Partito Democratico nella Pescheria Nuova di Rovigo, dove è stata illustrata la proposta di legge nazionale per il rilancio delle aree interne (LEGGI ARTICOLO), alla presenza del senatore Francesco Boccia, del deputato Claudio Stefanazzi e della consigliera regionale Marcella Zappaterra” afferma la vicesegretaria provinciale del Pd di Rovigo Virna Riccardi.
L’iniziativa, che ha visto una sala gremita di amministratori, rappresentanti sindacali e cittadini, è stata moderata dalla deputata Nadia Romeo e introdotta da Diego Crivellari, capogruppo PD in consiglio comunale.
Il tema al centro: come garantire un futuro ai territori che, come il Polesine, vivono la distanza dai grandi centri di servizi, ma custodiscono risorse ambientali e sociali decisive per il Paese.
Riccardi: “Non servono fusioni, ma servizi e cittadinanza”
A rappresentare la voce del PD polesano la riflessione della vicesegretaria provinciale Virna Riccardi, che ha sintetizzato il senso della sfida: “Le aree interne sono quelle significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali — di istruzione, salute e mobilità — ma ricche di risorse ambientali e culturali. Vi vive un quarto della popolazione italiana, in oltre quattromila Comuni che occupano più del 60% del territorio nazionale.”
Riccardi ha criticato l’approccio centralista che spinge verso fusioni o gestioni associate: “Per combattere lo spopolamento bisogna partire dai servizi nei territori, come uffici postali, trasporti e scuole, non certo dalle unioni né dalle fusioni dei Comuni.
Vogliamo garantire nei paesi e nelle aree rurali la giusta vivibilità, affinché non siano solo luoghi di villeggiatura ma luoghi di cittadinanza.”
Una visione che, secondo Riccardi, si traduce in investimenti diffusi e politiche mirate, capaci di rendere attrattivi i piccoli centri, anche per giovani e famiglie.
Boccia: “Le aree interne come laboratorio di sostenibilità”
Il senatore Francesco Boccia, già ministro per gli Affari regionali e le autonomie, ha illustrato i punti centrali della proposta di legge, definendola “una riforma necessaria per invertire la rotta del declino e costruire un’Italia policentrica, dove anche i piccoli Comuni siano luoghi di innovazione, sostenibilità e qualità della vita”.
Tra le misure illustrate:
- Incentivi fiscali e contributivi per sostenere nuove attività economiche e progetti di vita nei Comuni delle aree interne;
- Investimenti per infrastrutture e connessione ultraveloce, reti energetiche locali e comunità energetiche;
- Fondi per la mobilità sostenibile, con soluzioni digitali di car pooling e trasporto scolastico per coprire l’“ultimo miglio”;
- Smart grid e ricerca energetica per integrare fonti rinnovabili e ottimizzare la produzione;
- Piani di messa in sicurezza del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e incendi;
- Interventi per il welfare territoriale, la rigenerazione dei borghi e il rafforzamento dei servizi sociali.
“Consideriamo il territorio rurale, agricolo e boschivo un magazzino di ricchezza da preservare — ha detto Boccia —. È una risorsa collettiva che va tutelata con politiche ambientali e sociali integrate. Le aree interne devono tornare a essere luoghi di cittadinanza, non di marginalità.”

Un impegno che parte dal Polesine
Nel corso dell’incontro, anche il deputato Claudio Stefanazzi e la consigliera Marcella Zappaterra hanno rimarcato il valore strategico della proposta di legge, che rappresenta “una risposta concreta per territori come il Polesine, che hanno bisogno di investimenti, non di slogan”.
“Il futuro del Veneto e dell’Italia — conclude Riccardi — passa anche da qui, dai nostri Comuni e dalle nostre campagne.
Non servono grandi opere, ma la volontà di rimettere le persone e i servizi al centro delle politiche pubbliche.”














One Comment
la domaNDA Sorge spomtanea:prima di rilanciare le aree depresse e in deciln,ci si deve chiedere<.perchè questa aree sono ridotte cosi'? per esempio,le zone attorno alle fs…il degrado è tangibile a tutti..nei parchi cittadini..nelle zone dietro le scuole…gia'..perchè? chi ha ridotto cosi’ le nostre belle citta’,permettendo tutto cio??