Dalla tradizione alla modernità, il ruolo centrale dell’artigianato tra diritti, formazione e comunità. Montagnin: “dobbiamo continuare a credere nella qualità del fare italiano”

ROVIGO – La Festa del Lavoro è anche, e soprattutto, la festa degli artigiani: imprenditori che ogni giorno condividono spazi, impegno e responsabilità con i propri dipendenti, fianco a fianco nei cantieri, nelle botteghe e nelle officine. È questo il messaggio che arriva dal presidente di CNA di Padova e Rovigo, Luca Montagnin, che sottolinea l’importanza di ogni intervento volto a migliorare le condizioni lavorative nel nostro Paese.

“Da tempo nell’artigianato si sono sommate al giusto salario e alle previsioni contrattuali tanti altri istituti. Nell’artigianato, con la bilateralità, è nato il welfare e l’attenzione al dipendente e alla sua famiglia, nel nostro comparto i lavoratori imparano un lavoro e svolgono il vero apprendistato (dove si impara e non dove si guadagna meno) e sempre nell’artigianato si sviluppa una formazione continua e costante. Il Primo Maggio ci ricorda che ogni impresa artigiana, ogni professionista, ogni lavoratore contribuisce a costruire il tessuto vivo del nostro Paese. E in questo tessuto, la CNA rappresenta un punto di riferimento fatto di persone, relazioni e responsabilità”.

“In un tempo di cambiamenti rapidi e sfide complesse – sottolinea Montagnin – dobbiamo continuare a credere nella forza dell’impresa diffusa, nella qualità del fare italiano, nella capacità di innovare senza perdere le nostre radici. Il lavoro non è solo ciò che facciamo, ma ciò che siamo. E insieme, come comunità, abbiamo il compito di difenderlo, valorizzarlo e trasmetterlo alle nuove generazioni”.

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