ROVIGO – “Un bando che non prevede prove scritte, ma solo un colloquio, per quanto riguarda gli esami, e che, per quanto concerne i titoli, assegna un punteggio notevolmente superiore a determinati e ben precisi diplomi economico finanziari, rispetto alle lauree in discipline economiche e ad altri corsi similari, ci lascia non poche perplessità. Da parte di una società partecipata dal Comune di Rovigo, auspicheremmo scelte più trasparenti”.
Lo dice, con chiarezza e compattezza, il gruppo Lega in consiglio comunale a Rovigo, guidato dal capogruppo Michele Aretusini. “Chiariamo subito che qui nessuno sta parlando di concorsi pilotati o ad hoc – prosegue la nota del gruppo – ma riteniamo che, quando si tratta di società partecipate del Comune di Rovigo, come di ogni altra municipalità, sia fondamentale garantire la massima inclusività, nel senso di prevedere una platea di candidati il più ampia possibile, tra coloro, ovviamente, che per formazione e percorso di studi posseggano le competenze previste dal bando, e la massima trasparenza: il che significa anche la possibilità di operare una verifica puntuale della propria prova all’esito del bando, secondo criteri univoci e uguali per tutti.”.
“E sotto questi profili – ribadisce la Lega – il recente bando pubblicato da Asm Rovigo per l’assunzione di uno o più impiegati/e amministrativi/e sembrerebbe non rispettare quanto richiesto a norma di legge per il reclutamento di personale.
Già l’indeterminatezza del numero di figure da inserire, a tempo indeterminato, non è un buon prologo. La votazione finale del candidato inoltre dipenderà per un terzo dai titoli e per due terzi dall’esito di un colloquio. Su un massimo di punti assegnabili, infatti, la parte titoli peserà per massimo 34 punti, quella relativa al colloquio per 66”.
“Insomma, tutto dipende alla fine da un colloquio – dicono ancora i componenti del Gruppo Lega – e ciò lascia abbastanza interdetti, visto che non è prevista alcuna prova scritta, facilmente riscontrabile e verificabile, quanto all’esito. Desta anche perplessità la valutazione dei titoli: un diploma di istituto tecnico settore economico indirizzo amministrazione finanza e marketing (nuovo ordinamento), o diplomi preesistenti confluiti in questo, dara’ diritto a 6 punti – punteggio che sarà anche cumulabile con l’esito dell’esame finale, per cui si potranno ottenere, a seconda della votazione finale, altri 6 punti – mentre del tutto differente è la considerazione di una eventuale laurea in discipline economiche. Cioè una laurea triennale darà diritto a un punto, una magistrale a 2. E i punteggi dei due titoli non saranno cumulabili tra loro. Perché questa abnorme, inspiegabile, differenza?”.
“Per quale motivo il valore della laurea viene sostanzialmente deprezzato, in favore di un preciso corso di studi presso un istituto tecnico? E per quale motivo predisporre un bando senza alcuna prova scritta, ma che assegna un peso enorme a un semplice colloquio?”.
“Crediamo – conclude la nota – che una società partecipata debba operare scelte diverse, sia per quanto riguarda la trasparenza che la inclusività della platea di potenziali candidati. Auspichiamo che il Comune di Rovigo voglia operare una celere ricognizione della situazione dichiarando se approvi o meno i criteri di questo bando, con le dovute, opportune, spiegazioni ai cittadini”.


















