VENEZIA – “Mercoledì 18 febbraio rappresenterò il Veneto in Consiglio dei Ministri per l’approvazione della prima intesa sull’Autonomia”. Con queste parole il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha annunciato quello che definisce un passaggio storico per il futuro della regione.
La conferma, spiega Stefani, è arrivata dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, al termine di “intense giornate di colloqui ed esami tecnici” che il Presidente ha seguito personalmente.
Le nuove competenze
L’intesa consentirà al Veneto di ottenere competenze dirette su materie strategiche, tra cui: Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute.
Proprio la sanità rappresenta uno dei punti più rilevanti dell’accordo, in una regione che da anni rivendica maggiore autonomia organizzativa e gestionale per rispondere in modo più efficace alle esigenze dei cittadini.
Un percorso lungo e complesso
Il traguardo arriva dopo un iter politico tutt’altro che semplice. Stefani ha ricordato le 350 ore di ostruzionismo in Commissione alla Camera contro la legge quadro sull’Autonomia differenziata, di cui era relatore, e il lavoro approfondito di studio e confronto con esperti e giuristi.
Un cammino che si è intrecciato con un altro passaggio fondamentale: il mandato ricevuto dal Consiglio regionale del Veneto, che ha autorizzato formalmente il Presidente a partecipare a questo momento decisivo in sede governativa.
Ma soprattutto, sullo sfondo, resta il voto dei cittadini. Nel 2017 i Veneti si espressero in massa nel referendum consultivo sull’autonomia, chiedendo alla Regione di attivarsi per ottenere ulteriori competenze dallo Stato. Quel pronunciamento popolare rappresenta ancora oggi la base politica e morale dell’intero percorso.
“Contano i fatti”
Nei prossimi giorni verrà pubblicato il testo ufficiale dell’intesa, così da permettere ai cittadini di valutarne i contenuti punto per punto. “Si dice che l’attesa aumenti il piacere – ha commentato Stefani – ma questo conta poco. Contano i fatti”.
Se il Consiglio dei Ministri darà il via libera, per il Veneto si aprirà una nuova fase nei rapporti con lo Stato centrale, nel solco di quanto previsto dall’articolo 116 della Costituzione.
Per molti, si tratterà della concretizzazione di una battaglia politica durata anni. Per altri, dell’inizio di un nuovo equilibrio istituzionale. In ogni caso, come ha sottolineato il Presidente, “oggi è un giorno ancora più bello per essere Veneti”.
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