Il Consorzio di Bonifica Adige Po presenta l'opera strategica alla Bova: già finanziata la progettazione, candidatura ai fondi nazionali per la realizzazione

BADIA POLESINE (Rovigo) – Una traversa mobile sul fiume Adige per garantire una maggiore disponibilità d’acqua durante i periodi di siccità, ridurre i consumi energetici e rendere più efficiente il sistema irriguo del Polesine. È uno dei progetti strategici presentati dal Consorzio di Bonifica Adige Po al tavolo istituzionale convocato nei giorni scorsi a Crespino dal Commissario straordinario nazionale alla siccità Fabio Ciciliano (LEGGI ARTICOLO).

L’intervento prevede la realizzazione di uno sbarramento mobile in località Bova, nel comune di Badia Polesine, destinato a regolare le portate del fiume Adige e favorire l’alimentazione naturale del canale Adigetto nei periodi di magra, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

Per la progettazione dell’opera il Consorzio ha già ottenuto, nel 2025, un finanziamento di 1,5 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI). La realizzazione dell’infrastruttura, dal valore stimato di 30 milioni di euro, è stata candidata ai finanziamenti nazionali 2025-2026 destinati alle opere strategiche del comparto idrico.

La presa della Bova alimenta il canale Adigetto attraverso quattro pompe che consentono di irrigare circa 50 mila ettari di territorio compresi tra l’Adige e il Canalbianco, oltre a garantire importanti funzioni ambientali lungo un percorso di circa 70 chilometri che attraversa dieci comuni della provincia di Rovigo. Attualmente le pompe lavorano quasi ininterrottamente durante tutto l’anno, con un consumo superiore a 990 mila kWh e un costo energetico di circa 350 mila euro annui.

«La derivazione della Bova – sottolinea il presidente del Consorzio, Roberto Branco – è certamente la più onerosa, ma rappresenta solo uno dei più di 200 manufatti che il Consorzio gestisce e che necessitano di energia per mantenere asciutto, salubre e produttivo il nostro Polesine».

La traversa mobile consentirà di innalzare il livello dell’acqua favorendone l’ingresso nell’Adigetto senza ricorrere costantemente al pompaggio. In caso di piena, lo sbarramento potrà essere completamente aperto, garantendo il normale deflusso del fiume e la sicurezza idraulica. Tra i vantaggi evidenziati dal Consorzio figurano anche la possibilità di funzionare senza energia elettrica, la ridotta necessità di manutenzione e la diminuzione delle emissioni grazie al minor utilizzo degli impianti di sollevamento.

La progettazione è stata affidata a professionisti specializzati con il coinvolgimento dell’Università di Padova, dopo uno studio di fattibilità volto a individuare la soluzione più efficace, sostenibile e replicabile lungo l’asta dell’Adige.

«Questa traversa – conclude Branco – rappresenta un’infrastruttura strategica, innovativa e sostenibile per il futuro del Polesine. Completa idealmente il grande intervento da 30 milioni di euro appena concluso con i fondi PNRR, che ha modernizzato la gestione della risorsa idrica lungo l’Adigetto attraverso l’automazione dell’intero sistema di regolazione dei livelli e delle portate».

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