ROVIGO – Grande empatia e partecipazione ha suscitato l’evento “Bambini oltre confine: testimonianze di Volontari in Missione per la Vita”, promosso da Simeup Veneto con il patrocinio del Comune di Rovigo, dell’Azienda Ulss 5 Polesana e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Rovigo, svoltosi il 12 dicembre a Rovigo.
Non un convegno tradizionale, ma un intenso susseguirsi di racconti di esperienze forti e coraggiose, vissute da medici, infermieri e volontari impegnati in contesti dove la povertà, la guerra e le emergenze rendono la vita quotidiana una sfida costante.
Ad aprire i lavori sono stati Davide Meneghesso, presidente regionale Simeup, e Tiziana Zangrardi, tesoriere nazionale, seguiti dall’intervento di Marcello Mazzo, direttore dei Servizi Sociali dell’Ulss 5 Polesana, che ha invitato a riflettere sulle povertà visibili e invisibili, presenti non solo nei Paesi lontani ma anche nella realtà polesana.
Il cuore dell’incontro è stato il susseguirsi di testimonianze toccanti, accomunate da un unico filo conduttore: la generosità al servizio della vita.
Fabio Carturan, responsabile dell’U.O. Soccorsi Speciali e Formazione Emergenza della Croce Rossa Italiana, ha sottolineato come in situazioni di calamità nulla possa essere improvvisato, ma tutto debba essere pianificato con rigore e competenza.
Particolarmente emozionante il racconto di Giovanna Passarella, cardiologa pediatra dell’Ulss 5 Polesana, e di Giorgio Svaluto, primario emerito di Pediatria, che hanno condiviso la loro esperienza in Eritrea con l’associazione Med_Action Bambini con Elias. Un progetto nato dal desiderio del padre di Elias, giovane eritreo scomparso per una grave cardiopatia, presente in sala. L’attività dell’organizzazione si concentra proprio sulla diagnosi e cura delle cardiopatie infantili nei Paesi a basse risorse.
In collegamento è intervenuta Luisa Napolitano, responsabile medico del Children’s Surgical Hospital di Entebbe, in Uganda, centro d’eccellenza voluto da Gino Strada, fondatore di Emergency, che rappresenta un modello avanzato di sanità in Africa.
Non dimenticheranno certamente il loro “soggiorno” africano i figli di Alessandro Mazza, intensivista pediatrico di Padova, impegnato più volte con la moglie Anita in missioni in Uganda come volontario Emergency.
Di grande impatto emotivo la testimonianza di Elena Bonato, infermiera e volontaria Emergency nella Striscia di Gaza, dove ancora oggi si continua a morire di freddo e di fame, soprattutto bambini. Immagini e parole che non possono lasciare indifferenti.
Rilevante anche il contributo delle Università nella formazione e nella ricerca nei Paesi a basse risorse, tema evidenziato da Daniele Trevisanuto, docente di Pediatria e referente del programma Cuamm di alta formazione in Mozambico.
Con l’entusiasmo dei più giovani, Sofia Mezzalira, specializzanda in Pediatria a Verona, ha raccontato la sua esperienza di volontariato a Wolisso, in Etiopia, tra la precarietà delle condizioni di vita e la straordinaria resilienza dei bambini e delle loro famiglie.
Esperienze diverse, ma unite da una professionalità che non conosce confini e da una solidarietà che sfida distanze e guerre, nel nome di un principio universale: la vita viene prima di tutto e ogni bambino ha diritto a crescere in salute e dignità.














