ROVIGO – “In soli otto giorni, due lavoratori polesani sono morti sul lavoro: Luca, a Rosolina, e Mirko, a San Martino di Venezze. È inaccettabile.”
Con queste parole Pieralberto Colombo, segretario della Cgil di Rovigo, ha aperto qesto pomeriggio, davanti alla Prefettura, il presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil, organizzato per chiedere misure concrete e immediate contro le troppe morti bianche (LEGGI ARTICOLO). Lo striscione esposto in piazza diceva tutto: “Basta morti sul lavoro”.
Dopo un minuto di silenzio e un applauso in ricordo delle vittime, i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto per consegnare un documento con le proposte condivise.

Colombo (Cgil): “Serve una patente a punti e più ispettori”
“Questa è una vera emergenza nazionale – ha dichiarato Colombo – e come tale deve essere affrontata. Non ci accontentiamo della patente a crediti introdotta di recente. Noi chiediamo una patente a punti per le aziende, non solo in edilizia, e un intervento serio sulla catena dei subappalti, perché i numeri lo dimostrano: dove i subappalti si moltiplicano, la sicurezza diventa un costo da tagliare.”
Il segretario ha anche ricordato il recente protocollo firmato con il Comune di Rovigo per vietare i subappalti a cascata, e la necessità di rafforzare gli organici di Spisal e degli enti di vigilanza. “Una vigilanza più frequente è anche un deterrente contro le aziende che non rispettano le regole” – ha aggiunto.

Gregnanin (Uil): “Applicare le leggi e prevedere il reato di omicidio”
Sulla stessa linea Gino Gregnanin della Uil, che ha puntato il dito contro l’inefficacia delle norme esistenti. “Siamo primi in Veneto e tra i primi in Italia per infortuni. Non serve fare demagogia: le leggi ci sono, ma non vengono applicate. L’ultimo decreto sicurezza del 21 ottobre è insufficiente. Nei casi gravi, dove i lavoratori vengono mandati a morire senza formazione né protezioni, serve applicare il reato di omicidio. Chi è responsabile deve pagare.”
Gregnanin ha anche chiesto maggiore tutela legale e assistenza gratuita per le famiglie delle vittime, spesso dimenticate dopo le tragedie.
Scavazzin (Cisl): “La sicurezza va insegnata fin dalle scuole”
Per Samuel Scavazzin, segretario della Cisl di Padova e Rovigo, il punto di partenza deve essere la formazione.
“Ogni lavoratore deve sapere che può fermarsi se è in pericolo. Ogni datore deve ricordarsi che prima del profitto c’è la vita. Serve una cultura della sicurezza che parta dalle scuole, perché solo così potremo cambiare davvero le cose.”
Scavazzin ha parlato anche di contratti pirata e sfruttamento: “Chi risparmia sulla sicurezza e sulla dignità dei lavoratori non può continuare a operare. Non possiamo più dire ‘si è sempre fatto così’: è inaccettabile. Due morti in otto giorni sono troppi, non possiamo più voltare lo sguardo.”
Il presidio
La manifestazione si è conclusa con l’impegno delle tre sigle sindacali a non abbassare la guardia e a proseguire le iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione. “La sicurezza non è un costo – hanno ribadito i sindacati – ma un diritto fondamentale. E ogni vita persa sul lavoro è una sconfitta per tutto il Paese.”
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