ROVIGO – Come spesso accade lo sport entra all’interno del dibattito politico in occasione di ogni tornata elettorale, ma a Rovigo anche quando ci si trova di fronte a delle opportunità si rischia di guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto.
“La richiesta di Zambelli di incontrare i sindaci è legittima e soprattutto necessaria dato che la società gestisce uno degli impianti di eccellenza della città, per altro simbolo riconosciuto a livello nazionale e non solo, ma per questo qualcuno si scandalizza. Invece di polemizzare con la rugby rovigo, aizzando quella che in gergo si definisce la solita “guerra tra poveri”, bisognerebbe che anche gli altri gestori degli impianti principali si facessero promotori delle medesime iniziative, soprattutto spiegando ai tifosi o meglio ai cittadini che la politica deve per forza di cose fare delle distinzioni. un conto sono gli impianti di eccellenza, Battaglini, Gabrielli, Pattinodromo, Polo Natatorio che sono strutture destinate ad ospitare eventi importanti per la città e dovrebbero godere della medesima attenzione, e su questo piano è sotto gli occhi di tutti che la città avrebbe bisogno di un palazzetto dello sport/eventi degno di chiamarsi tale”.
Sono le parole di Andrea Bimbatti, Segretario Comunale di Forza Italia Rovigo, già vice sindaco ed assessore allo Sport, e candidato consigliere per le prossime amministrative dell’8 e 9 giugno.
“Altro tema che non è meno importante è quello degli impianti sportivi in generale, campi, palestre, palestre scolastiche, che sono fondamentali per la vita sportiva cittadina, ed anche per la formazione di atleti e di campioni, dal basket, alla scherma, alla pallavolo, al pattinaggio, solo per citarne alcuni che devono godere della medesima attenzione sotto il profilo della manutenzione e dell’ammodernamento delle strutture. Ed anche qui dovrebbe scattare la riflessione, attraverso una programmazione seria al fine di veder realizzate strutture nuove, dai campi di allenamento, piastre polivalenti, fino alle palestre, recuperando sicuramente gli impianti chiusi (Granzette, Concadirame, Buso, il campo dell’ITIS) anche magari con destinazioni diverse in alcuni casi, come successo per il campo assegnato alla “Monti” trasformato da calcio a rugby”.
“A Rovigo dovremmo convincerci tutti – sottolinea Bimbatti – che in questo ambito non serve la polemica tra quale sia lo sport più attrattivo o meno attrattivo, ma dovremmo impegnarci tutti per portare ad un livello di massima eccellenza gli impianti esistenti, con un vero e proprio “piano Marshall” per lo sport a Rovigo. L’indotto che lo sport di livello può portare a Rovigo è assolutamente da prendere in considerazione come questione prioritaria, (dando per assodata l’utilità sociale, salutare, psico fisica); ma per farlo serve coraggio, serve una concentrazione di forze e un concreto coordinamento tra Amministrazione comunale, Credito Sportivo, Bandi Periferie, Fondi Pnrr (qualora si possa ancora attingere) per dare davvero una svolta all’impiantistica sportiva, e non continuare come facciamo da decenni a rincorrere la lampadina da cambiare o la maniglia da aggiustare. Se Rovigo saprà fare un salto di qualità anche nel dibattito sportivo, i benefici ci saranno per tutti, per la politica, per chi ogni giorno si impegna come dirigente, per gli sponsor, ma soprattutto per i tanti giovani che nonostante tutto sono ancora presenti in città e cercano spazi decorosi per svolgere attività sportiva, sia essa professionistica, dilettantistica o anche semplicemente ludica”.

















