Boom del pomodoro da industria, Verona e Rovigo leader regionali del settore 

Una proposta inaccettabile, secondo Camillo Brena, presidente della sezione di prodotto Pomodoro da industria e orticole di Confagricoltura Veneto, titolare di un’azienda a Taglio di Po

ROVIGO – Il crollo dei prezzi pagati agli agricoltori per i cereali sta portando molte aziende del Veneto a orientarsi verso la coltivazione del pomodoro da industria, soprattutto nelle province di Verona e Rovigo, che sono leader regionali del settore. Preoccupa, però, la trattativa per il prezzo 2024 della bacca rossa, che ancora non riesce a decollare. La prima offerta calata dall’industria nel tavolo con i produttori del Nord Italia è, infatti, di 125 euro alla tonnellata, una cifra di ben 25 euro in meno rispetto all’annata 2023.

Una proposta inaccettabile, secondo Camillo Brena, presidente della sezione di prodotto Pomodoro da industria e orticole di Confagricoltura Veneto, titolare di un’azienda a Taglio di Po, nel Rodigino. “L’offerta è addirittura più bassa di quella del 2022, quindi non può andarci bene – sottolinea l’imprenditore agricolo -, soprattutto alla luce dell’attuale contesto economico, fatto di costi in aumento e incertezze cui è esposta la coltura. Pensiamo, ad esempio, all’incremento dei costi assicurativi, ma anche a quello del concime e delle piantine. Da mettere in conto anche le possibili perdite produttive: ricordiamo che l’anno scorso le piogge primaverili e gli eventi grandigeni hanno favorito lo sviluppo di batteriosi e peronospera, portando a perdite medie di produzione fino al 30%. Perciò respingiamo l’offerta e siamo pronti a batterci per spuntare prezzi remunerativi ed equi per i coltivatori”.

Il calo dei prezzi, secondo il presidente, è dovuto al fatto che molte aziende agricole si stanno buttando sul pomodoro, dato il tonfo sul mercato dei prezzi dei seminativi. “In Polesine molti agricoltori si sono orientati verso questa coltura, che già nel 2023 aveva segnato una crescita di oltre il 24%, pensando che il prezzo rimanesse quello dell’anno scorso, cioè 150 euro alla tonnellata. L’industria, di fronte alle previsioni di una maggiore quantità di prodotto, ha dunque pensato bene di abbassare i prezzi. Chiaramente questo sta causando disorientamento nelle aziende, che in questo momento avrebbero invece bisogno di certezze per programmare l’annata. Le piantine vanno infatti ordinate per tempo, dato che il trapianto in campo è previsto per metà aprile”.

Secondo le stime di Veneto Agricoltura, nel 2023 la superficie coltivata a pomodoro da industria in regione ha confermato il trend di crescita dell’annata precedente, portandosi a circa 1.810 ettari (+2,7%). Verona conferma la propria leadership con 1.130 ettari (+2,1%), seguita da Rovigo (465 ettari, +24,5%) e Venezia (145 ettari, -26,3%). Nonostante le piogge primaverile e i fenomeni grandigeni, che hanno favorito lo sviluppo di peronospora e batteriosi, e le alte temperature estive, la resa del pomodoro da industria è leggermente migliorata, portandosi a circa 67 tonnellate all’ettaro (+2,8%) e la produzione è stata stimata a circa 120.700 tonnellate (+5,6%). 

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