ROVIGO – La tutela della salute dei rider entra nel dibattito sul lavoro nell’epoca dei cambiamenti climatici. Con l’Ordinanza regionale n. 71/2026, la Regione Veneto ha esteso le misure di protezione contro i danni da calore anche ai fattorini e ai corrieri urbani che operano in bicicletta o in motociclo, prevedendo il divieto delle attività di consegna dalle 12.30 alle 16.00 nelle giornate in cui l’allerta per il rischio caldo viene classificata come alta.
Un provvedimento accolto positivamente dalla Cgil e da NIdiL Cgil, che però evidenziano come resti aperto il nodo delle tutele economiche per una categoria spesso caratterizzata da forme contrattuali fragili.
“L’ordinanza rappresenta un passo avanti importante per la tutela della salute e della sicurezza anche dei rider, ma non possiamo ignorare che la situazione di queste lavoratrici e lavoratori resta complessa”, spiegano Rossana Careddu, coordinatrice NIdiL Cgil Veneto, e Amelia Lucia Zuntini, segretaria generale NIdiL Cgil Rovigo.
Il problema, secondo il sindacato, riguarda soprattutto il modello organizzativo adottato dalle grandi piattaforme del food delivery. “Glovo, Deliveroo e altre app fanno lavorare molti rider con contratti occasionali o come lavoratori autonomi. Questo significa che, in caso di sospensione dell’attività per motivi di sicurezza, non è prevista alcuna integrazione al reddito”, sottolinea Amelia Lucia Zuntini.
“Si crea così un conflitto tra il diritto alla salute e la necessità di garantire un reddito. Un sistema privo di adeguate tutele economiche rischia di trasformare la sicurezza sul lavoro in un privilegio che molti rider non possono permettersi”, aggiunge la segretaria generale di NIdiL Cgil Rovigo.
Secondo il sindacato, il tema è destinato a diventare sempre più centrale a causa degli effetti del cambiamento climatico. Ondate di calore sempre più intense, eventi atmosferici estremi, alluvioni e bombe d’acqua potrebbero infatti incidere in modo crescente sulle condizioni di chi lavora all’aperto.
“Di fronte a questi cambiamenti climatici, la protezione sociale dei rider non può più essere rinviata. Servono strumenti che garantiscano sicurezza e continuità economica anche nei periodi in cui il lavoro deve essere sospeso per tutelare la salute delle persone”, afferma Amelia Lucia Zuntini.
La richiesta di maggiori garanzie si inserisce anche nel contesto delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune piattaforme del settore. Da febbraio 2026, infatti, Glovo e Deliveroo risultano indagate dalla Procura di Milano per ipotesi legate al caporalato e allo sfruttamento della manodopera, nell’ambito di un procedimento che pone al centro anche il tema dell’inquadramento lavorativo dei rider.
Per i magistrati milanesi, i fattorini potrebbero dover essere considerati lavoratori subordinati e quindi destinatari delle relative tutele contrattuali. Secondo NIdiL Cgil, nonostante il controllo giudiziario disposto, le piattaforme non avrebbero ancora avviato un confronto sul corretto riconoscimento dei rapporti di lavoro, limitandosi a proporre modifiche sui compensi.
Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il Ministero del Lavoro, promosso da CGIL, CISL e UIL insieme alle categorie NIdiL, Felsa e Uiltemp, con l’obiettivo di chiedere l’estensione degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori del delivery e un maggiore coinvolgimento delle aziende nella responsabilità verso chi opera per loro.
In Veneto i rider sono circa 5 mila, di cui circa mille impegnati a tempo pieno e quattromila con attività part time. Anche il Polesine conta ormai quasi un centinaio di lavoratrici e lavoratori del settore.
“È necessario aprire un confronto con le piattaforme e con le istituzioni per affrontare il rapporto tra cambiamento climatico e lavoro autonomo. La sicurezza deve essere garantita a tutte e tutti, indipendentemente dalla forma contrattuale”, conclude Amelia Lucia Zuntini, segretaria generale NIdiL Cgil Rovigo.
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One Comment
se restavano a casa loro,non soffrifano il caldo?? solo qui in italia hanno caldo?? i sindacato hanno fatto la scoperta del swecolo