CENESELLI (Rovigo) – In un piccolo Comune di solo 1500 abitanti la scuola dell’infanzia parrocchiale Santissimi Angeli Custodi ha un’importanza fondamentale. Due giovani docenti: Chiara Taddia (nella foto a sinistra), classe 1993, una laurea in scienze filosofiche e dell’educazione abitante a Calto; Federica Gelati (nella foto a destra), classe 2000, una laurea in lettere, residente a Castelmassa: “Lavoriamo da sempre in ambito educativo ed ora siamo all’infanzia cenesellese”.

Come si svolge la vostra giornata e quali i tratti distintivi del vostro progetto educativo?
”Per i bambini il nostro lavoro quotidiano è fondamentale. La mattina inizia con un primo momento di accoglienza, seguito dalla merenda e da esperienze di diverso tipo previste dal piano educativo. A seguire il pranzo preparato da una cuoca nella cucina interna della scuola. Il post pranzo ci porta nella stanza nanna per il riposino, cui seguirà la merenda e momenti di gioco fino all’orario di uscita. Durante la giornata previsti momenti di igiene personale. Insistiamo sulla didattica dell’inglese, dell’educazione motoria, dello yoga bimbi; inoltre un progetto musicale, l’educazione all’aperto, esperienze artistiche e pittoriche”.
Quali le difficoltà incontrate?
”Il nostro è un lavoro di cura, sia fisico che emotivo. Nostro dovere è tranquillizzare i bimbi quando piangono, farli sentire al sicuro in questo luogo dove trascorrono gran parte del loro tempo. Siamo le loro figure di riferimento e dobbiamo guadagnarci ogni giorno la loro fiducia. Un lavoro di grande responsabilità: i bambini che educhiamo un giorno diventeranno adulti e il nostro compito, ovviamente insieme alle famiglie, sta nel trasmettere loro il rispetto e l’educazione verso il prossimo e l’ambiente circostante. Fondamentale rapportarci con i genitori che devono aver fiducia in noi. Teniamo presente che dobbiamo pure rispettare precise incombenze burocratiche”.
Non un lavoro, ma una vocazione.
“Ciò ci permette di esprimerci al meglio. Una passione e una vocazione in quanto siamo convinte che prenderci cura degli altri, specie dei bambini, sia una caratteristica del tutto personale: educatrici o insegnanti si nasce”.

















