La decisione di smantellare la corsia ciclabile di via Don Minzoni riaccende il dibattito sulla mobilità sostenibile in città. Secondo Fiab Rovigo, le criticità non sarebbero isolate 

ROVIGO – Finalmente arrivano nuovi interventi annunciati sulla mobilità ciclistica a Rovigo, ma non mancano le polemiche.

Dalle dichiarazioni della Sindaca emerge la volontà di procedere entro l’anno allo smantellamento della corsia ciclabile a doppio senso di marcia di via Don Minzoni (LEGGI ARTICOLO) (art. 3 comma 12-ter del Codice della Strada). Un’infrastruttura semplice ed economica che, pur con alcune criticità, ha consentito a migliaia di studenti, cittadini e fruitori di muoversi in bicicletta in entrambe le direzioni lungo una delle arterie urbane più frequentate.

Nel tempo, quella corsia è diventata parte integrante delle abitudini quotidiane dei rodigini. Lo dimostra anche un recente utilizzo in chiave promozionale da parte della Macelleria Zago, che ha mostrato come l’accesso in bicicletta all’attività sia ormai una pratica diffusa.

Tuttavia, se – come affermato dalla Sindaca – la corsia è da considerarsi “pericolosa”, per coerenza, secondo Fiab Rovigo, la valutazione dovrebbe essere estesa anche ad altre infrastrutture ciclabili cittadine.

In una nota l’associazione dichiara:

“Se una ciclabile viene ritenuta pericolosa al punto da essere eliminata, allora lo stesso criterio dovrebbe essere applicato a tutte le infrastrutture che presentano analoghe criticità. Serve coerenza nelle scelte sulla mobilità urbana.”

L’attenzione si sposta quindi su viale Oroboni, dove la recente trasformazione ha sostituito le precedenti piste ciclabili monodirezionali con una nuova corsia bidirezionale. Secondo Fiab, il progetto avrebbe però generato nuove criticità.

L’associazione osserva infatti:

“La nuova configurazione ha di fatto escluso i pedoni da spazi prima dedicati al transito sicuro, trasformando il tracciato in una ciclabile esclusiva che non risponde pienamente alle esigenze di convivenza tra utenti della strada.”

Permangono inoltre problemi di sicurezza in alcuni punti nevralgici. In particolare, per i ciclisti provenienti dalla zona della Commenda, l’attraversamento in prossimità del cimitero viene indicato come critico, così come l’uscita obbligata all’altezza del Teatro San Bortolo.

Secondo Fiab Rovigo:

“Gli attraversamenti previsti risultano oggettivamente pericolosi e poco funzionali, al punto che molti ciclisti preferiscono non utilizzare la nuova infrastruttura, continuando a percorrere marciapiedi o carreggiata.”

Ulteriori criticità vengono segnalate anche per chi proviene dal quartiere San Bortolo, dove la corsia risulterebbe spesso inutilizzabile a causa della presenza di contenitori della raccolta porta a porta.

La conclusione dell’associazione è netta:

“La ciclabile di viale Oroboni presenta evidenti problemi progettuali e funzionali. Non è sufficiente prolungarla per risolverli: si rischia soltanto di spostare le criticità più avanti lungo il percorso.”

Per questo motivo, Fiab Rovigo chiede che venga valutata la rimozione dell’infrastruttura, al pari di quella prevista per via Don Minzoni, e il ripristino della situazione precedente.

E conclude con un appello diretto all’amministrazione:

“Sindaca, ci ascolti: sia coerente nelle scelte e intervenga con coraggio per una mobilità davvero sicura ed efficace per tutti i cittadini.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie