ROVIGO – Un appello unitario arriva dal mondo associativo e politico polesano sulla questione dello spazio cimiteriale per i cittadini di fede musulmana. Polesine Progressista, Mediterranea Rovigo Centro, Centro Documentazione Polesano, Emmaus, ARCI Rovigo, Civica per Rovigo, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono all’Amministrazione comunale di Rovigo di riconsiderare la propria posizione e di aprire un confronto serio e costruttivo su un tema che riguarda diritti fondamentali e coesione sociale.
Le associazioni sostengono la richiesta di istituire, all’interno di un cimitero comunale, uno spazio dedicato alla sepoltura secondo il rito islamico, sottolineando come la libertà religiosa e la dignità della persona, sancite dalla Costituzione, debbano essere garantite anche nel momento della morte. Una richiesta che, spiegano, non nasce da rivendicazioni ideologiche ma dalla realtà sociale del territorio.
Nel Polesine, ricordano i promotori dell’appello, vivono da decenni famiglie musulmane stabilmente insediate, con figli nati e cresciuti in città, pienamente parte della comunità locale. Negare loro un luogo dove seppellire i propri cari secondo le proprie tradizioni significherebbe creare una discriminazione difficilmente giustificabile in una città che si definisce moderna e inclusiva.
Nel mirino delle associazioni finisce la posizione di netta chiusura espressa dalla sindaca, giudicata un’occasione mancata di ascolto e dialogo. Secondo i firmatari, affrontare una questione così delicata attraverso prese di posizione unilaterali rischia di alimentare divisioni e tensioni, anziché favorire una soluzione condivisa e rispettosa delle diverse sensibilità presenti in città.
L’appello è dunque rivolto all’Amministrazione comunale affinché cambi approccio e apra un tavolo di confronto con tutte le parti interessate. Per le associazioni, Rovigo ha oggi l’opportunità di dimostrare di essere una comunità capace di riconoscere e rispettare tutte le persone che la abitano, senza distinzioni di fede o origine.
Una scelta che, concludono, non riguarda solo un’area cimiteriale, ma il modello di città che Rovigo intende essere: una comunità fondata sul dialogo, sui diritti e sulla convivenza civile.
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