La Fiab Rovigo lancia un appello alle Amministrazioni della provincia per invitarle ad impegnarsi concretamente per rendere le proprie aree urbane più sicure
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ROVIGO – Morire camminando. Questa è l’amara verità che emerge dalla cronaca di questi ultimi mesi nella nostra provincia. In contesti diversi, spesso urbani e, cosa ancora più inquietante, attraversando la strada sulle strisce. Fiab Rovigo lancia un appello alle Amministrazioni della provincia per invitarle ad impegnarsi concretamente per rendere le proprie aree urbane più sicure, ovvero di seguire l’esempio bolognese e milanese per diventare città 30.

“Una scelta doverosa per la sicurezza: visto che nella nostra provincia, dati Aci-Istat alla mano, il 55% degli incidenti avviene in ambito urbano (che sale al 74% per il capoluogo). Abbassare il limite di velocità – evidenzia la Fiab Rovigo – ci permetterebbe di ridurre il numero ma, soprattutto, la gravità degli incidenti, considerando anche che il tasso di pericolosità delle strade polesane è il più alto del Veneto (fonte Sistema statistico regionale) e che la possibilità di sopravvivenza per un pedone o ciclista ai 30km/h è di 9 su 10 e già ai 50km/h si riduce a 1,5.

Una scelta doverosa per la salute: una quattroruote (a prescindere dall’alimentazione) inquina meno se va più piano. La maggior parte delle emissioni delle famigerate Pm10, per quanto riguarda il trasporto veicolare, deriva dall’usura dei freni e dal rotolamento sull’asfalto. Più alta è la velocità, più alta è l’usura quindi più alte sono le emissioni (fonte Arpav – Summit Aria Pulita per il Veneto del 14-11-2022).

Una scelta doverosa per il benessere: la EEA (Azienda europea per l’ambiente) riferisce che almeno un 1 europeo su 5 è esposto a livelli di rumore ritenuti dannosi per la salute. Il traffico urbano ne è la principale fonte. Abbassando la velocità si abbassa anche il rumore ovvero notti più tranquille e meno stress per chi guida.

Una scelta doverosa per la nostra libertà: 2 persone su 3 scelgono l’auto per i percorsi brevi (es. portare i figli a scuola), per la paura che genera il traffico che si muove a velocità sostenuta quando, in alternativa, si potrebbero usare la bici o muoversi a piedi (fonte Isfort- Rapporto mobilità degli italiani). Un traffico più lento ci permetterà di scegliere liberamente quale mezzo usare per muoverci.

Come associazione siamo fermamente convinti che non ci siano alternative credibili per migliorare la qualità della vita dei nostri Comuni (e di conseguenza la loro attrattività per nuove famiglie o imprese) ma deve esserci uno scatto d’orgoglio e presa di coscienza reale, concreta che vada oltre qualche blando segnale verticale indicante i 30 km/h”.

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