L’annuncio è arrivato nel corso dell’assemblea nazionale di Confagricoltura, a Roma. Un lavoro collettivo, in cui fondamentale è il ruolo delle eccellenze del Polesine 

ROVIGO – Confagricoltura Rovigo plaude al riconoscimento ottenuto dalla cucina italiana dall’Unesco, come patrimonio dell’umanità grazie alla sostenibilità e alla biodiversità che la caratterizzano. L’annuncio è arrivato nel corso dell’assemblea nazionale di Confagricoltura, a Roma, alla quale hanno preso parte il presidente provinciale Lauro Ballani, il direttore Massimo Chiarelli, il presidente regionale dei giovani Francesco Longhi, la presidente di Confagricoltura Donna Veneto, Chiara Dossi e il vicepresidente nazionale dell’Impresa Familiare, Alberto Faccioli.

“È la prima cucina al mondo ad ottenere questo riconoscimento prestigioso – dice Lauro Ballani -. Un riconoscimento atteso, ma non scontato, che è motivo di orgoglio e di celebrazione per noi agricoltori che garantiamo la produzione primaria. Ora più che mai dobbiamo fare squadra con tutta la filiera agroalimentare, che ha già ottenuto risultati straordinari, e che può dare ancora di più se supportata da una visione ambiziosa. Bisogna promuovere sempre di più i nostri prodotti in cucina, in modo da creare un valore aggiunto per qualità e gusto. Voglio ricordare che anche il Polesine ha molte eccellenze, a cominciare dai prodotti a marchio Igp o Dop come l’aglio bianco polesano, il riso del Delta del Po, la cozza di Scardovari, ma anche il radicchio di Chioggia. Ma non dobbiamo dimenticare le noci, le carni, gli insaccati, il pesce e tutte le colture orticole presenti nell’area di Lusia. Non ho dubbi sul fatto che il riconoscimento dell’Unesco possa fare da traino per consumare sempre più cibo made in Italy. Noi crediamo che la nascita di un Distretto del Cibo del Polesinepotrebbe essere uno stimolo in più, promuovendo e sviluppando le produzioni storiche e riconosciute a marchio Dop e Igp con altri prodotti di qualità presenti in provincia, con conseguente aumento di reddito e occupazione”.

Soddisfazione viene espressa anche da Confagricoltura Donna, per bocca della presidente regionale Chiara Dossi: “La cucina italiana patrimonio dell’umanità è il risultato di un lavoro collettivo, in cui fondamentale è il ruolo che le donne svolgono lungo l’intera filiera del cibo, dal campo alla tavola. Un ruolo che la nostra associazione rappresenta da tempo, e che ha già voluto sintetizzare con il progetto Confagricoltura Donna incontra le Grandi Chef”. Nella fusione tra tradizione e innovazione risiede il ruolo delle donne nel settore food italiano, dato che sono custodi da sempre della tradizione alimentare e per questo capaci anche di rivisitarla partendo dall’eccellenza delle produzioni che la nostra agricoltura offre”.

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