ROVIGO – Un viaggio tra acqua, storia e territorio per comprendere da vicino il valore strategico e culturale del Delta del Po. Venerdì 22 maggio gli studenti del master in Water and Geological Risk Engineering del Consorzio Università Rovigo hanno preso parte a una speciale lezione sul campo organizzata in collaborazione con Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, Infrastrutture Venete e Fiab Rovigo – Amici della bici.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, si inserisce in un percorso ormai consolidato che punta a coniugare formazione tecnica, valorizzazione ambientale e conoscenza del territorio, attraverso l’esperienza della navigazione fluviale e della mobilità lenta “bike and boat”.
La giornata è iniziata con una suggestiva esibizione di musica blues dal vivo e con la consegna di una brochure dedicata al sistema idroviario veneto, curata dall’ingegner Francesco Veronese di Infrastrutture Venete. Da qui la partenza dall’approdo dell’Amolaretta di Adria in direzione Taglio di Po.

Una volta sbarcati, gli studenti – una trentina provenienti da diversi Paesi del mondo – hanno proseguito il percorso in bicicletta fino alla storica tenuta di Ca’ Zen, residenza settecentesca legata anche al poeta romantico George Gordon Byron. Ad accogliere il gruppo la proprietaria Mary Adelaide Avanzo, che ha ospitato i partecipanti per una pausa ristoro immersa nel fascino della campagna polesana.
Il tour è poi proseguito verso Grillara, dove il gruppo ha visitato il museo-laboratorio dell’ocarina della famiglia Fecchio. Un’esperienza particolarmente apprezzata che ha permesso agli studenti di entrare in contatto con una delle tradizioni artigianali più caratteristiche del territorio.

Nel pomeriggio la comitiva ha raggiunto San Basilio per il pranzo e per una nuova tappa dedicata alla cultura e all’archeologia. Guidati da Sandra Bedetti e dal team di ricercatori e docenti dell’Università di Padova, gli studenti hanno visitato il centro culturale, la chiesetta romanica e l’area archeologica, da anni al centro di importanti campagne di scavo sostenute dalla Fondazione Cariparo.
Per i partecipanti si è trattato di un’occasione preziosa per approfondire da vicino il funzionamento dell’Idrovia Padano-Veneta e comprendere le radici storiche del Polesine, territorio che li ospita durante il biennio di specializzazione.

“Il rinnovo di quest’appuntamento con il CUR è importante perché consente ai giovani ingegneri provenienti da tutto il mondo di comprendere la rilevanza del sistema idroviario di navigazione interna”, ha sottolineato il vicepresidente di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia, Erasmo Bordin, che ha curato gli aspetti organizzativi della giornata.

















