ROVIGO – Stando ad una stima (al ribasso) di Cia Rovigo, sarebbero oltre 200mila le nutrie in Polesine. “Servono maggiori risorse, e non finanziamenti una tantum, per eradicare i castorini dal nostro territorio”.

Cia Rovigo sostiene l’iniziativa annunciata dall’amministrazione regionale, ovvero l’eliminazione totale delle nutrie dalle aree di pianura: oltre a devastare decine di ettari di appezzamenti agricoli, soprattutto quelli vocati a mais, con perdite fino ad un 30% del raccolto, praticano dei fori lungo gli argini nei quali ricavano le loro tane. “Alla prima pioggia abbondante viene giù tutto – precisa il presidente di Cia Rovigo, Erri Faccini – Chiaro che dopo si verificano gli allagamenti. Prima della salvaguardia della flora e della fauna, un concetto peraltro ormai passato, occorre mettere in sicurezza le arginature. Pure per salvare vite umane da potenziali esondazioni di fiumi e canali”.

Cia Rovigo, inoltre, ricorda che esiste un piano regionale di eradicazione delle nutrie. “Tuttavia – osserva lo stesso Faccini – fino ad ora non ha portato i risultati sperati poiché non sono stati messi in campo adeguati contributi. Solo, appunto, delle contromisure che assomigliano più a dei palliativi”.

“Oggi, come dichiara la Regione, non possiamo più attendere”. In ogni caso, da anni Cia Rovigo porta avanti con forza la battaglia per addivenire alla modifica della legge 157 del 1992, “Norme per la protezione della fauna selvatica”: nell’attuale contesto serve andare al di là del principio della protezione per giungere a quello di una corretta gestione della stessa. “Continueremo a tenere alta l’attenzione sulla tematica – conclude il presidente – Le nutrie, insieme ai cinghiali, devastano i raccolti, con pesantissime ricadute in termini di redditività per gli imprenditori agricoli. E mettono a repentaglio il già delicato sistema idrogeologico della pianura”.
“Gli argini dei fiumi del Veneto sono minacciati dalle nutrie. La Regione Veneto , e l’Asessore Corazzari in primis, si è impegnata fattivamente negli anni scorsi con bandi e risorse per fermare la diffusione di questi roditori.
La situazione però ora si è fatta drammatica – sottolinea la consigliera regionale polesana Laura Cestari – e prima che diventi troppo tardi, bisogna intervenire con le maniere forti. Abbattere degli animali non è mai piacevole, ma la sicurezza dei polesani e dei nostri agricoltori non può essere messa a repentaglio.
Il nostro territorio e’ già fragile, non possiamo non prendere in considerazione scelte spiacevoli ma, di fatto, inevitabili”













