Le indagini avviate dopo la denuncia del Comune hanno portato all’identificazione di un gruppo di giovani accusati di aver devastato la struttura sportiva e imbrattato i muri con scritte discriminatorie.

CASTELMASSA (Rovigo) – Sono sette i minori denunciati dai Carabinieri della Stazione di Castelmassa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, ritenuti, in ipotesi accusatoria, responsabili dei gravi danneggiamenti avvenuti alla piscina comunale di Castelmassa nel mese di febbraio.

L’attività investigativa dell’Arma è scattata immediatamente dopo la segnalazione dell’accaduto da parte delle autorità comunali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo – composto da giovani residenti a Castelmassa, ad eccezione di uno proveniente da Castelnovo Bariano – si sarebbe introdotto abusivamente all’interno dell’area sportiva, forzando alcune porte di emergenza e una finestra situata accanto all’ingresso principale.

Una volta all’interno della struttura, i ragazzi avrebbero messo a soqquadro diversi locali, danneggiando arredi e armadietti, successivamente gettati in acqua, oltre a imbrattare le pareti dell’edificio con scritte discriminatorie e segni vandalici.

Determinante per le indagini è stata l’analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza. Le immagini avrebbero immortalato i minori mentre si aggiravano all’interno della piscina durante le ore serali e notturne, nel corso di più giornate.

L’identificazione è avvenuta nel corso dei servizi di controllo del territorio svolti dai Carabinieri di Castelmassa, che hanno intercettato il gruppo in un parcheggio, riconoscendo nei giovani i soggetti ripresi nei video. Accompagnati in caserma e alla presenza dei rispettivi genitori, i ragazzi avrebbero ammesso le proprie responsabilità in relazione ai danneggiamenti contestati.

Al termine delle procedure di rito, i sette minori sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura per i Minorenni di Venezia. Nei loro confronti vengono ipotizzati i reati di invasione di terreni o edifici, violazione di domicilio, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Contestata inoltre la violazione delle norme che contrastano la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, oltre ai danneggiamenti arrecati alla struttura, i giovani avrebbero realizzato sui muri perimetrali della piscina segni e scritte ritenuti idonei a diffondere messaggi di odio razziale.

Le indagini dell’Arma dei Carabinieri hanno così consentito di fare piena luce su un episodio che aveva suscitato forte preoccupazione nella comunità locale e arrecato ingenti danni a una struttura pubblica frequentata da cittadini e famiglie.

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