Dirigenza medica e sanitaria, sottoscritto un buon accordo con la Regione Veneto

Risposte economiche significative ai medici che lavorano dei Servizi più disagiati del nostro Sistema Sanitario

VENEZIA – Nella giornata di febbraio 29 febbraio si sono conclusi i lavori del tavolo di confronto regionale della dirigenza sanitaria in Veneto. Dopo due mesi, alla presenza dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, tutte le Organizzazioni Sindacali della dirigenza sanitaria hanno sottoscritto il verbale di confronto sui temi previsti dal recente Contratto Nazionale sottoscritto nel mese di gennaio.

In sintesi i punti principali: Aumento da 80 a 100 euro l’ora del valore della Prestazione Aggiuntiva. La misura è volta a valorizzare il lavoro extra orario, su base volontaria, svolto dai medici per il recupero delle liste di attesa; Indennità di 60 euro (minimi) per ogni turno di lavoro di 12 ore prestato nei Pronto Soccorso da conguagliare con ulteriori risorse a saldo. Si tratta di un riconoscimento importante per valorizzare l’attività medica in questi servizi. Una misura che interviene in prima battuta sull’aspetto economico ma che non potrà, nei tavoli che seguiranno, non affrontare il tema dei carichi di lavoro e degli aspetti organizzativi; Incremento dei fondi contrattuali aziendali di 184,46 euro a dipendente in servizio al 31.12.2018 (oltre 1.200.000 euro in Veneto) Possibilità in sede aziendale di destinare parte dell’incremento dei 184,46 euro all’attività di tutoraggio svolta dai medici nei confronti degli specializzandi

“Con questo accordo e dopo la firma del Contratto Nazionale della Dirigenza Sanitaria 2019-2021 avvenuta lo scorso gennaio – affermano Giovanni Campolieti e Sonia Todesco della Fp Cgil regionale – diamo risposte economiche significative ai medici che lavorano dei Servizi più disagiati del nostro Sistema Sanitario. All’assessore Lanzarin abbiamo però ricordato che deve partire immediatamente un tavolo di confronto capace di mettere in campo risposte al problema dei carichi di lavoro che rappresenta oggi, ancora più dell’aspetto economico, il principale motivo della fuga dei professionisti medici dagli ospedali”.

I recenti provvedimenti della Giunta regionale, che ha autorizzato Azienda Zero ad uscire con un avviso regionale per il reclutamento di medici a cui conferire incarichi di lavoro autonomo, fissando la tariffa oraria in 80 euro, è un segnale importante (e sicuramente meno peggio) rispetto all’esternalizzazione completa dei servizi. Soprattutto nei Pronto Soccorso. Anche in Veneto infatti stiamo assistendo ad una privatizzazione importante di questi servizi, e non solo, alle cooperative. 

Sonia Todesco e Giovanni Campolieti hanno ricordato all’Assessore Lanzarin che la strada percorsa da Lombardia e Veneto per il superamento delle cooperative di gettonisti (le aziende sanitarie riconoscono alle cooperative di medici  100 euro l’ora e le cooperative ai medici gettonisti circa 70 euro) va assunta da tutte le regioni. Altrimenti il problema non si risolverà. Così come vanno previsti a livello nazionale interventi che rendano nulle le eventuali clausole inserite nei contratti dei gettonisti che prevedono il divieto di tornare a lavorare per il servizio pubblico.

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