Il gruppo consiliare respinge le accuse sui cinque voti mancanti al centrodestra: “Chi ha votato a sinistra non può più dirsi parte della coalizione”

ROVIGO – La Lega di Rovigo prende posizione e lo fa senza troppi giri di parole. Dopo le elezioni provinciali che hanno portato alla riconferma di Enrico Ferrarese alla guida della Provincia con oltre il 72% dei consensi (LEGGI ARTICOLO), il gruppo consiliare e gli assessori del Carroccio intervengono per respingere con decisione l’ipotesi che i cinque voti mancanti al candidato del centrodestra, provenienti dalla maggioranza del Comune di Rovigo, siano riconducibili alla Lega.

Dalle parole del capogruppo e segretario di sezione Riccardo Ruggero, i consiglieri leghisti aprono con le congratulazioni al presidente rieletto, definito “amministratore serio e capace” e frutto di una candidatura condivisa dalle segreterie provinciali del centrodestra. Un passaggio formale, ma necessario, prima di entrare nel cuore della questione politica.

Il punto, infatti, non è tanto la vittoria di Ferrarese, mai realmente in discussione, quanto il segnale arrivato dal voto di secondo livello, dove alcuni amministratori del capoluogo non hanno seguito l’indicazione della propria coalizione. Su questo, la Lega è netta: chi ha fatto confluire il proprio voto sul candidato del centrosinistra non può più considerarsi parte del centrodestra. Altro che “mal di pancia” o dissenso tattico. Qui, secondo il Carroccio, si parla di una vera e propria crisi di identità politica.

Un messaggio tutt’altro che morbido, accompagnato da una stoccata finale: se l’obiettivo di questi comportamenti era attirare l’attenzione su di sé, “complimenti per il risultato ottenuto agli occhi del proprio elettorato”, che difficilmente – è il sottinteso neanche troppo velato – dimenticherà alla prossima chiamata alle urne.

La Lega, al contrario, rivendica compattezza e coerenza. I suoi rappresentanti in Comune, si legge nella nota, “hanno una parola sola e la mantengono”, lavorando con serietà e lealtà per il territorio, senza prestarsi a polemiche o giravolte politiche. Un’affermazione che suona anche come presa di distanza dalle tensioni che attraversano la maggioranza della sindaca Valeria Cittadin, già segnata da cambi di assessori e equilibri interni tutt’altro che granitici.

Al netto dei franchi tiratori, però, per la Lega resta un dato politico che non ammette interpretazioni: il centrodestra ha vinto le elezioni provinciali e il Polesine continuerà a essere guidato da un presidente forte di un mandato ampio e legittimato. Da qui l’invito a ripartire da questo risultato, “senza ambiguità”, nello spirito di collaborazione che il partito rivendica come proprio.

“I voti mancanti non sono un problema nostro. E ora ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte, davanti agli elettori prima ancora che agli alleati”.

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