ROVIGO – L’ondata di caldo che sta investendo il territorio polesano riaccende l’attenzione sulle condizioni di lavoro negli ecocentri della provincia di Rovigo. A lanciare l’allarme è la FP CGIL Rovigo, che denuncia una situazione ritenuta non più sostenibile per gli operatori costretti a svolgere la propria attività all’aperto durante le ore più calde della giornata.
“La salute e la sicurezza dei lavoratori sono oggi esposte a un rischio concreto e immediato”, afferma Roberta Denanni, segretaria della FP CGIL Rovigo. “Non possiamo accettare che, nonostante il confronto avviato da tempo e le evidenze legate alle temperature estreme, non vengano adottate misure efficaci per prevenire possibili conseguenze gravi”.
Secondo il sindacato, il tema era già stato affrontato nei mesi scorsi durante i tavoli tecnici tra i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Tra le richieste avanzate vi era quella di sospendere le aperture pomeridiane degli ecocentri nei periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, misura che la stessa Ecoambiente S.r.l. aveva adottato durante l’estate dello scorso anno.
Nel corso di un incontro tenutosi nel marzo 2026, l’azienda avrebbe subordinato eventuali decisioni all’emanazione di un provvedimento regionale. Provvedimento che nel frattempo è arrivato con l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto n. 58 del 16 giugno 2026 e con la DGR n. 568, richiamate dal sindacato come riferimenti fondamentali per la tutela dei lavoratori esposti al rischio da stress termico.
“Le temperature registrate negli ecocentri, comprese tra i 34 e i 37 gradi anche nelle rilevazioni all’ombra, non consentono ulteriori rinvii”, sottolinea Denanni. “Tra il personale vi sono anche lavoratori con limitazioni e prescrizioni sanitarie che necessitano di una tutela ancora maggiore”.
La FP CGIL Rovigo evidenzia inoltre come la presenza di locali climatizzati non sia sufficiente a garantire adeguate condizioni di sicurezza. Gran parte delle attività operative, infatti, si svolge all’esterno, tra il controllo degli accessi, il supporto agli utenti e la verifica dei materiali conferiti nelle diverse aree degli impianti.
“Pensare che un gazebo o un ombrellone possano rappresentare una soluzione adeguata significa sottovalutare la reale esposizione al caldo degli operatori”, osserva il sindacato. “Chi lavora per ore sotto il sole, svolgendo attività fisiche continuative, necessita di misure organizzative più incisive”.
Nei giorni scorsi la FP CGIL Rovigo ha formalmente richiesto l’intervento dello SPISAL dell’Azienda ULSS 5 Polesana, che si è immediatamente attivato avviando le verifiche del caso. A seguito dell’intervento dell’organo di vigilanza, Ecoambiente S.r.l. dovrà trasmettere entro il 26 giugno 2026 una relazione dettagliata sulle misure tecnico-organizzative adottate per garantire il rispetto delle disposizioni regionali e la protezione dei lavoratori dal rischio termico.
“Non faremo un passo indietro su un tema che riguarda la salute delle persone”, conclude Roberta Denanni. “Chiediamo la sospensione immediata delle attività pomeridiane all’aperto negli ecocentri e la piena applicazione delle linee guida per la protezione dei lavoratori dal calore. La prevenzione deve venire prima di qualsiasi altra valutazione organizzativa”.
La vertenza resta dunque aperta, mentre il sindacato ribadisce la volontà di continuare a utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla normativa e dall’azione sindacale per garantire condizioni di lavoro sicure durante l’emergenza climatica.
Per approfondire leggi anche:
Il porta a porta inizia quando verranno tolti i cassonetti stradali dalla zona di appartenenza
Parte il cantiere per la bretella salva traffico a Villadose, Rovigo e San Martino di Venezze
Indisponibilità di personale, raccolta dei rifiuti non garantita
Il Teatro Siete Voi, con 700 spettatori si chiude la rassegna per le scuole














One Comment
i sindacalisti non hanno di questi problemi,visto che nei loro uffici hanno un bel fresco;difatti come possono pensare altrimenti igl iscioperi al venerdi??