Alla Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale, un incontro dedicato alla storia e al presente della Chiesa veneta attraverso l’ultimo volume del giornalista e scrittore 

ROVIGO – Mercoledì 25 febbraio, nella suggestiva cornice della Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale a Rovigo, si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Jori, intitolato “La vigna del Signore – Storia dei dieci Papi Veneti”, pubblicato da Ronzani Editore.

L’evento è stato promosso dal Circolo di Rovigo, con il patrocinio del Comune di Rovigo – Assessorato alla Cultura e la collaborazione di Vivirovigo. La sala è stata gentilmente concessa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

A dialogare con l’autore sono stati il presidente del Circolo di Rovigo Paolo Avezzù e la prof.ssa Caterina Bergo, socia del Circolo e docente di arpa presso il Conservatorio di Rovigo.

Nel volume, Jori – giornalista, scrittore, già vicedirettore del Gazzettino e curatore della mostra su Cibotto in corso a Palazzo Roncale – racconta il Veneto come una terra che per secoli è stata tra le più fertili per la Chiesa cattolica. Una regione capace di generare vocazioni, esprimere modelli di religiosità popolare e addirittura dare alla Chiesa dieci Papi.

Fin dalle prime pagine, tuttavia, l’autore descrive anche la profonda trasformazione della Chiesa veneta: da “sacrestia d’Italia” a realtà attraversata da una crisi intensa, investita da quello che definisce “uno tsunami di secolarizzazione”. Un cambiamento radicale che porta Jori, nelle conclusioni del libro, a parlare di “un cristianesimo stanco”.

Eppure, accanto alle criticità, emergono anche segnali di movimento e di speranza: la vitalità del volontariato, il valore dei legami familiari in un contesto segnato dall’individualismo e da quella che è stata definita “la pandemia della solitudine”.

In questo scenario, pur dentro una crisi che coinvolge l’intero Occidente, si intravedono spiragli di rinnovamento. In tale direzione, Jori ha ricordato il ruolo di Papa Francesco, capace di dare una scossa a un cattolicesimo assopito, valorizzando la presenza di sacerdoti e cristiani accanto alla gente, oggi come in passato: persone che, come sottolineato dall’autore, “non giudicano l’altro, ma gli stanno accanto”.

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