Il centro classe 2000, figlio dell'ex Ct dell'Italia Franco Smith, ha già raggiunto i nuovi compagni e si è allenato agli ordini di Davide Giazzon. Dopo l'esperienza in Sudafrica, torna in Italia con un obiettivo chiaro
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ROVIGO – È arrivato a Rovigo mercoledì e non ha perso tempo: subito in campo per allenarsi con il gruppo guidato dall’head coach Davide Giazzon e dall’assistente Joe Van Niekerk. Venerdì 31 luglio, nonostante i 38 gradi, la Femi-CZ Rugby Rovigo Delta ha sostenuto un’intensa seduta di allenamento conclusa poco prima delle 12. Dalla prossima settimana, proprio a causa delle elevate temperature, gli allenamenti saranno anticipati alle prime ore del mattino.

Franco Smith Jr, trequarti centro classe 2000 e figlio dell’ex commissario tecnico della Nazionale italiana Franco Smith, è tornato a giocare in Italia. Fin dai primi allenamenti ha mostrato qualità importanti: ottime mani, velocità e una notevole capacità di lettura del gioco. Caratteristiche che fanno pensare possa essere uno dei protagonisti del prossimo campionato di Serie A Elite.

I test atletici sono stati rinviati alla prossima settimana, ma il giocatore si è inserito immediatamente nel gruppo, presentandosi già in un’eccellente condizione fisica.

Nato a Newport, in Galles, durante gli anni in cui il padre giocava all’estero, è cresciuto in gran parte in Veneto, dove ha mosso i primi passi nel rugby con le giovanili del Benetton Rugby. Da adolescente si è trasferito in Sudafrica, frequentando il prestigioso Grey College di Bloemfontein, la stessa scuola frequentata anche da Juan Dee Oliver. È lì che ha assimilato la filosofia rugbistica sudafricana, basata sul lavoro duro e sulla professionalità.

A 18 anni ha firmato il suo primo contratto con i Cheetahs. Nel 2020 è rientrato in Italia vestendo la maglia del Colorno, per poi approdare al Benetton Rugby, dove nella stagione 2021-2022 è stato nominato permit player. Successivamente è passato in prestito alle Zebre Parma, con cui ha debuttato in United Rugby Championship contro il Cardiff, rimanendo nel club emiliano fino al termine della stagione 2023-2024. L’ultima esperienza è stata nuovamente in Sudafrica con i Cheetahs, prima della scelta di tornare definitivamente in Italia.

«Ho scelto Rovigo perché qui c’è una storia importante»

Nel corso della sua prima intervista da giocatore rossoblù, Franco Smith Jr ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad accettare la proposta della società polesana.

«Sono sposato con una ragazza italiana e, anche se mi trovavo bene ai Cheetahs, avevo ancora un anno di contratto, il periodo in Sudafrica era diventato complicato soprattutto per mia moglie. Era difficile per lei adattarsi alla cultura e, nonostante fossimo sposati, riusciva a ottenere soltanto permessi di soggiorno di tre mesi alla volta. È stata una situazione difficile per entrambi.»

Il giocatore racconta di aver parlato con il club sudafricano, che ha compreso le sue esigenze.

«La società ha capito la mia situazione e mi ha permesso di liberarmi in anticipo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di tornare in Italia. È un Paese che sta crescendo tantissimo nel rugby e lo si vede anche a livello internazionale.»

«Il campionato italiano è cresciuto molto»

Determinante è stato anche il contatto con la dirigenza rossoblù.

«Attraverso il mio procuratore ci siamo rimessi in contatto con Polla Roux e abbiamo iniziato a parlare. Conosco bene la storia di Rovigo come città di rugby e come società. È un club prestigioso e venire qui rappresenta un’opportunità importante.»

Smith sottolinea anche la crescita del movimento italiano rispetto alla sua prima esperienza.

«Quando giocavo a Colorno, nel 2020, il livello era diverso. Oggi la Serie A Elite è diventata un campionato molto rispettabile, con squadre di qualità e un livello tecnico decisamente più alto. Rovigo è sempre stata una delle realtà di riferimento.»

La scelta è stata favorita anche dalla possibilità di vivere vicino a casa.

«Continuerò a vivere a Treviso e farò avanti e indietro. Mia moglie è finalmente contenta. È stata straordinaria nel rendere più semplice la nostra esperienza in Sudafrica, ma avevamo capito entrambi quanto quella situazione fosse diventata difficile. Per questo sono davvero felice di essere qui.»

«Sono un primo centro, ma posso giocare anche apertura»

Sul piano tecnico, Smith Jr si definisce soprattutto un centro.

«Il mio ruolo naturale è quello di primo centro. Ho giocato molto in quella posizione sia a Treviso sia alle Zebre, anche se per diverso tempo sono stato impiegato soprattutto come secondo centro. Nel cuore, però, sono sempre stato un numero 12.»

Nel corso della carriera ha sviluppato anche altre caratteristiche.

«Da giovane giocavo anche apertura e l’anno scorso, tornando ai Cheetahs, ho disputato la maggior parte delle partite con la maglia numero 10. È un ruolo che posso ricoprire, anche se preferisco giocare da centro.»

Sulle proprie qualità al piede sorride.

«Direi che sono abbastanza buone. Certo, non posso paragonarmi a Brandon Thomson, che è un’apertura classica. Però credo che Brandon potrebbe tranquillamente giocare anche da primo centro in caso di necessità.»

«Voglio regalare lo scudetto a questa città»

L’inserimento nello spogliatoio è stato immediato.

«Ho trovato un ambiente bellissimo. Tutti mi hanno accolto molto bene. Conoscevo già diversi ragazzi, come Jacopo BianchiMatteo Moscardi e Juan Dee Oliver, con il quale ho condiviso gli anni del Grey College in Sudafrica.»

Infine il messaggio ai tifosi rossoblù, che ogni anno chiedono alla squadra di lottare per il titolo.

«So bene quali sono le aspettative qui a Rovigo. Io sono uno che gioca per vincere e questo rende felici anche i tifosi. Per me rappresentare questa città, con tutta la sua storia e il rispetto che questa società si è guadagnata nel tempo, è un grande onore. La gente è il vero cuore del club. Quello che posso promettere è che darò tutto per regalare a questa città tante vittorie e, soprattutto, riportare lo scudetto a casa. Io sono uno che vuole vincere.»

Giorgio Achilli

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