Due giornate intense di incontro e riflessione alla scuola media Parenzo, dove gli studenti hanno dialogato con il missionario cappuccino rientrato temporaneamente dal Mozambico, approfondendo le grandi emergenze che colpiscono il continente africano.

ROVIGO – Nei giorni 13 e 14 maggio, frate Luca Santato dei Frati Minori Cappuccini di Padova, appena rientrato in Italia dopo anni di missione in Mozambico — dove tornerà nuovamente nel mese di luglio — ha incontrato gli studenti della scuola media Parenzo, condividendo la sua esperienza accanto a centinaia di bambini e ragazzi africani.

Da ormai dieci anni residente in Mozambico, tanto da averne ottenuto anche il passaporto, frate Luca segue quotidianamente tra i 400 e i 500 bambini e adolescenti, accompagnandoli nella crescita, nello studio e nelle difficoltà della vita quotidiana.

Gli alunni delle classi 1B, 2B, 3B e 2D, guidati dalle professoresse Coltro e Pia, hanno preparato diversi lavori e presentazioni multimediali dedicati ai principali problemi che interessano il continente africano: il lavoro minorile, i bambini soldato, lo sfruttamento delle risorse da parte delle multinazionali, la situazione del Sudafrica e le recenti alluvioni in Mozambico.

L’incontro si è trasformato in un momento di autentico confronto. Frate Luca ha mostrato numerose immagini della sua vita in missione, raccontando il legame costruito con i ragazzi mozambicani, capaci di conservare il sorriso anche dopo le drammatiche alluvioni che, nel mese di gennaio, hanno colpito il territorio.

Particolarmente toccante il racconto dell’impegno degli stessi giovani della missione, che hanno aiutato a ripulire e sistemare gli ambienti invasi da acqua e fango a causa dell’esondazione del fiume Zambesi, immensamente più esteso rispetto ai corsi d’acqua italiani.

Frate Luca ha poi descritto la semplicità della vita quotidiana dei bambini mozambicani: uno zaino essenziale, spesso composto soltanto da due quaderni e da un sacchetto di plastica, simbolo concreto di una realtà molto diversa da quella europea.

La mattinata si è conclusa in un clima di partecipazione e condivisione. Con il contributo della professoressa Pia, gli studenti hanno accolto il missionario eseguendo l’“Inno alla gioia”, scelto dall’Unione Europea come simbolo artistico di fratellanza tra i popoli. Non sono mancati momenti musicali e danze ispirate ai ritmi swing, per ripercorrere anche le radici africane del jazz e celebrare il valore dell’incontro tra culture diverse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie