ROVIGO – 4 persone in carcere, una donna ai domiciliari, 29 mila euro recuperati, più qualche marmitta catalitica, oltre ai “ferri del mestiere”.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rovigo del tenente colonnello Marco Passarelli, unitamente a personale dei Comandi Compagnia Carabinieri di Rovigo del Maggiore, Castelmassa, Adria e Chioggia (Venezia), a conclusione di una articolata attività investigativa, hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari, emesse dal Gip presso il Tribunale della Repubblica di Rovigo, Pietro Mondaini), nei confronti di altrettanti soggetti (quattro uomini e una donna) residenti in Provincia di Rovigo e di Venezia, ritenuti responsabili di circa quaranta furti, in particolare sei mezzi d’opera e svariate marmitte catalitiche da autovetture lasciate in sosta, commessi nelle Province di Rovigo, Venezia, Ferrara, Padova e Bologna.
I dettagli dell’indagine, che si è conclusa il 29 aprile, sono stati illustrati dal tenente colonnello Marco Passarelli, dal capitano Roberto Marinelli (compagnia di Castelmassa) e dal luogotenente Valentino Raiteri.

Tutto ha avuto origine nell’agosto del 2021, a seguito della presentazione di due denunce di furto di autocarri modello “Iveco Magirus” (da cui ha preso nome l’indagine), e ha consentito di individuare i componenti di un sodalizio criminale che, muovendosi tra le Regioni Veneto ed Emilia Romagna, hanno realizzato numerosi furti di e su veicoli.
La banda aveva rubato anche diversi escavatori del valore commerciale di 30-40 mila euro, i militari dell’Arma attraverso l’acquisizione di filmati e riscontri oggettivi, hanno raccolto elementi schiaccianti. L’indagine è stata coordinata con successo dal Procura della Repubblica di Rovigo, in particolare dal dottor Andrea Bigiarini. Gli arresti sono stati convalidati, e i quattro malviventi sono ancora in carcere.
La banda, perchè di tale si tratta, dopo i mezzi pesanti rubati, ha cambiato obiettivo concentrandosi sulle marmitte catalitiche, una sequela di reati contro privati cittadini, che avevano parcheggiato l’auto in luoghi pubblici, anche davanti a scuole o supermercati.
7 minuti, questo il tempo cronometrato dai Carabinieri per compiere il colpo. Si concentravano su auto bifuel come la Fiat Multipla, all’interno della marmitta ci sono dei metalli pregiati, tra cui il Palladio. 700 euro il valore del contenuto di ogni marmitta, ma il danno subito dalle vittime è almeno il doppio.
Il gioco di squadra dell’Arma dei Carabinieri ha fatto la differenza, un’indagine complessa che ha interessato più reparti.
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