ROVIGO – Il prossimo anno ricorre il centesimo anniversario dell’assassinio dell’Onorevole Giacomo Matteotti.
Grazie al contributo regionale per Casa Museo Giacomo Matteotti di Fratta Polesine (Rovigo), la tomba di famiglia è stata oggetto di un importante recupero degli intonaci esterni.
La Cappella occupa una posizione centrale nel cimitero, proprio di fronte all’originario ingresso e ci si chiede come ciò possa essere avvenuto durante la dittatura fascista, quando erano addirittura schedati tutti coloro che rendevano omaggio alla tomba del martire.
La prof. Lodovica Mutterle, direttrice della Casa Museo Giacomo Matteotti ha spiegato la singolare storia della Cappella della famiglia Matteotti. Storia che ha ricostruito nel corso del riordino dell’archivio storico del Comune di Fratta Polesine.
La madre Isabella Garzarolo, donna dal forte temperamento, già il 27 agosto 1924 (6 giorni dopo il funerale del figlio Giacomo), chiede al Comune di acquistare l’esistente camera mortuaria, situata al centro del cimitero a differenza delle cappelle che erano costruite lungo le mura perimetrali, con l’impegno di costruirne una nuova. Ovviamente sarà stata informata da qualcuno a conoscenza dei fatti, perché già da anni l’ufficiale sanitario indicava che “le ossa giacenti nel sottostante ossario navigavano indecorosamente nell’acqua”.
Dopo alterne vicende nel 1928 Isabella Garzarolo riuscirà a completare la ristrutturare la vecchia camera mortuaria trasformandola nella Cappella di famiglia e a costruire la nuova Camera mortuaria posta dietro la cappella, in una zona più salubre perché rialzata.













