PADOVA – Il derby 182 è del Petrarca, ma in una semifinale scudetto i numeri passano in secondo piano, conta solo l’obiettivo da raggiungere, e per sapere se il Rovigo accederà alla finale scudetto (probabilmente contro il Viadana vincente in gara a Reggio Emilia) bisognerà attendere fino a domenica 18 maggio.
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Due mischie decisive, che di fatto hanno risolto la partita, la prima al 60’, la seconda e con un peso specifico monumentale al 75’, anche se sulla seconda chiamata di Vedovelli ci sarà da discutere. Poco prima Facundo Ferrario aveva trovato un bel break, poi una mischia giocata in mezzo al campo sui 30 metri della metà campo del Petrarca, ma il Rovigo non è riuscita sfruttarla. Il derby di domenica 11 maggio sarebbe tutto qui, anche se è troppo riduttivo. Il Petrarca ha dimostrato di avere una difesa quasi impenetrabile, Lyle nella gestione del gioco al piede è una garanzia, quando è uscito dal campo la differenza è stata abissale.
Allo stadio Plebiscito la FemiCz ha limitato ampiamente i danni nella prima semifinale, anche se a dire il vero ha sprecato molto, e non è una novità. Il Petrarca nel match di ritorno allo stadio Battaglini avrà un esiguo vantaggio di 5 punti da gestire, ma soprattutto i Bersaglieri hanno portato a casa un bonus difensivo, che fa tutta la differenza del Mondo, non solo sotto il profilo psicologico

“Il primo round lo abbiamo portato a casa – ha commentato il capitano del Petrarca, Andrea Trotta (foto qui sopra) – ho apprezzato la presenza del pubblico che ha contato, noi non siamo abituati (maggiore quello padovano, ndr). Un partita punto a punto, e sapevano che sarebbe stata così. La differenza è che siamo stati bravi a giocare nel loro campo, loro sono venuti nel nostro per nostra indisciplina, ma poi siamo stati bravi a difendere”. Nel finale il Petrarca ha rinunciato a togliere il punto di bonus difensivo al Rovigo, nell’ultima azione ha preferito calciare fuori l’ovale, e chiudere il match senza correre rischi “il punto difensivo non penso cambi molto, questo lo conto come un pareggio se devo dire la verità, veniamo a Rovigo come se fosse uno 0-0”.
C’è da dire che l’indisciplina è costata la partita alla FemiCz. Se il cartellino giallo rimediato da Paganin ad inizio match non è costato punti, nella ripresa il Rovigo ha collezionato ben 9 penalità (14 in totale contro gli 11 del Petrarca), una enormità rispetto al primo tempo. Peccato per il penaltouche sbagliato da Thomson al 62’, da circa 40 metri prova a portare sui cinque metri i rossoblù, ma l’ovale esce oltre la bandierina di meta. Poteva essere l’occasione della svolta.

“Abbiamo sprecato delle occasioni, non siamo stati cinici nei momenti chiave – ha commentato l’head coach della FemiCz Rovigo, Davide Giazzon (foto in alto) – non dobbiamo farci prendere dalla foga, ma adesso c’è tutto il ritorno da giocare. In mischia nel primo tempo qualcosa in più per noi, nel secondo tempo ci sono degli episodi (Vedovelli ha fischiato due calci di punizione che il tecnico rossoblù evidentemente non ha digerito, ndr). Tutti hanno dato il 100%, dobbiamo lavorare su queste sbavature, su questi piccoli errori che diventano grossi”.

Piedi ben piantati a terra per Victor Jimenez (foto qui sopra) tecnico del Petrarca “5 punti di vantaggio non sono un margine ampio, una partita molto combattuta come immaginavo, dobbiamo migliorare il possesso e la gestione in attacco. Non c’è stata una differenza che ha condizionato la partita, un match molto equilibrato. Una partita con tanta indisciplina, non era accaduta durante il campionato, evidentemente il contesto ha fatto sì che fossimo più indisciplinati del solito”.













