80 studenti delle classi quarte e quinte, accompagnati dai docenti Giulia Zanirato, Rossella Allegro, Alberto Sponton, Silvia Canella, Francesco Casellato e Roberta Baldetti, sull’Altopiano di Asiago con le ciaspole 

ADRIA (Rovigo) – Una suggestiva ciaspolata sul sentiero del Monte Zovetto, in località Cesuna di Roana, sull’Altopiano di Asiago, è stata la meta della visita guidata che ha coinvolto complessivamente 80 studenti delle classi quarte e quinte dell’IIS Polo Tecnico di Adria, nelle giornate del 30 gennaio e del 6 febbraio. Gli studenti sono stati accompagnati dai docenti Giulia Zanirato, Rossella Allegro, Alberto Sponton, Silvia Canella, Francesco Casellato e Roberta Baldetti.

L’esperienza, dal forte valore formativo, è stata particolarmente apprezzata dai partecipanti, come emerge dal racconto di Nicolò Finotti e Alex Borgato, studenti della classe 4ª N – Informatica e Telecomunicazioni.

“Siamo partiti da scuola alle 7:30 circa e, arrivati al rifugio Kubelek, abbiamo fatto una breve sosta per depositare gli zaini e prepararci per la ciaspolata. Qui abbiamo conosciuto le nostre due guide, che ci hanno spiegato come calzare e utilizzare correttamente le ciaspole”.

Il percorso, un anello di circa 4 chilometri da percorrere in tre ore, ha permesso agli studenti di immergersi in un paesaggio mozzafiato. Lungo il tragitto, la guida si è più volte fermata per raccontare aneddoti sull’Altopiano di Asiago e sul suo ruolo strategico durante la Grande Guerra, indicando i forti costruiti in quel periodo e la città di Asiago, riconoscibile anche da lontano grazie al grande arco bianco del Sacrario Militare.

Particolarmente toccante è stato l’arrivo nella zona delle trincee della Prima Guerra Mondiale, ancora oggi parzialmente visibili sotto la neve. Una postazione di mitragliatrice presentava incisioni lasciate dai soldati inglesi, giunti sull’Altopiano per sostenere le linee difensive italiane.

Durante la Battaglia degli Altipiani del 1916, sul Monte Zovetto i soldati rimasero in prima linea per oltre 20 mesi, riuscendo a fermare l’avanzata austro-ungarica verso la pianura veneta. La guida ha raccontato le durissime condizioni di vita dei militari, costretti a vivere tra fango e neve, con equipaggiamenti inadeguati e stivali chiodati che spesso provocavano ferite e infezioni. Sono stati inoltre spiegati i metodi punitivi estremi adottati dai comandanti e l’uso dell’alcol come mezzo per attenuare fatica, freddo e paura.

Il rientro al rifugio è avvenuto lungo un altro sentiero, costeggiando un suggestivo bosco, mentre la guida illustrava le caratteristiche della vegetazione locale. Camminare su pendii oggi silenziosi e innevati, consapevoli che poco più di un secolo fa furono teatro di scontri sanguinosi, ha dato all’escursione un significato profondo e riflessivo.

Questa uscita didattica ha permesso agli studenti di unire natura, storia e consapevolezza civica. Osservare da vicino le trincee e ascoltare le testimonianze sulla vita dei soldati, spesso poco più grandi di loro, ha rafforzato l’importanza della memoria storica per apprezzare il presente e impegnarsi nella costruzione di una società più pacifica e rispettosa.

Gli studenti sono rientrati stanchi, ma arricchiti: ogni passo sulla neve è stato anche un passo nella storia del nostro Paese, oltre a un’importante occasione per rafforzare il legame tra studenti di classi diverse.

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