Superata la Via nazionale nel 2021 a firma dei ministri Roberto Cingolani e Dario Franceschini, la società Po Valley intende trivellare in Adriatico

PORTO VIRO (Rovigo) – Il deputato del Partito democratico Alessandro Zan, eletto alla Camera nel collegio rodigino e bassopadovano, sarà a Porto Viro il prossimo 11 gennaio per ribadire il No del Pd alla ripresa delle trivellazioni in Adriatico. Deputato e vicesegretario nazionale, Zan incontrerà la cittadinanza presso l’Osteria La Corte in via Cà Cappello 38, a partire dalle ore 19.

Al centro il progetto di estrazione di gas naturale al largo delle coste Polesane, di recente rilanciato dal Governo di Giorgia Meloni e confermato dal vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani. “Alessandro Zan porterà un po’ di buon senso – afferma il Partito Democratico – Dopo la passerella di Tajani a Rovigo (LEGGI ARTICOLO), che ci ha ricordato quanto poco interessino alla destra interessa i danni che le estrazioni causeranno al Polesine, ora prendiamo in mano la questione in modo serio, dimostrando come questo progetto non sia solo un male per tutta la provincia, ma pure inutile per risolvere l’annoso problema energetico nazionale”.

Come ricordato dal circolo Pd di Adria (LEGGI ARTICOLO) il progetto di estrazione prevede di sfruttare i giacimenti di gas naturale a circa 9 miglia dalle coste rodigine. Secondo i favorevoli, tale giacimento aiuterà a ridurre la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, riducendo inoltre i prezzi dell’energia. I contrari sottolineano come anche le ipotesi più rosee parlino di estrazioni che a stento inciderebbero sul consumo annuo nazionale (74 miliardi di metri cubi), con in aggiunta il rischio che riprenda la subsidenza, lo sprofondamento del terreno già osservato in passato proprio in concomitanza con l’estrazione di gas dal sottosuolo polesano.

“I sindaci, non tutti di sinistra, e persino i tecnici della Regione Veneto hanno detto che questa operazione non è sicura – continuano i democratici – Gli unici che non hanno compreso la posta in gioco sono gli esponenti di destra che pur di compiacere ai leader nazionali accettano di far sprofondare il Polesine, rovinando la vita di migliaia di famiglie e causando miliardi di danni tra coltivazioni, siti naturali e città”. E aggiungono: “Alessandro Zan sarà a disposizione per parlare seriamente di questi temi, trattando il problema energetico in maniera seria e con uno sguardo orientato al futuro, come ha sempre dimostrato di avere. È un segnale che vogliamo dare a tutto il territorio: il Partito Democratico non ha alcuna intenzione di scambiare la vita dei polesani con gli interessi dei pochi, anzi dei pochissimi, che trarranno beneficio economico dall’allagare la nostra provincia”.

Con l’occasione si inizierà a discutere delle prossime elezioni regionali: “Riteniamo necessario costruire e ricostruire il ruolo del Partito Democratico anche a livello regionale. Il no alle trivellazioni in Adriatico ci ha sempre contraddistinto, pertanto il Partito Democratico non può non essere un attore attivo e determinante in questa battaglia”.

Il Pd fa probabilmente riferimento alla posizione di Rovigo perchè, invece, in primavera del 2021 il ministero per la Transizione ecologica ha dato un parziale via libera alla perforazione di almeno 20 nuovi pozzi per estrarre petrolio e gas metano in Italia. I decreti, a firma di Roberto Cingolani e del ministro della Cultura Dario Franceschini (PD), hanno dato l’ok alla valutazione di impatto ambientale (Via) per il rinnovo di dieci concessioni e per la messa in produzione di nuovi impianti estrattivi. Tra questi 4 al largo delle Marche, almeno 6 in Emilia Romagna ed Adriatico, ed altri 6 di fronte alle coste siciliane. Le società autorizzate alle trivellazioni sono Po Valley, Siam ed Eni.

Le firme sono arrivate prima del completamento del Pitesai, il piano regolatore delle aree in cui sarà possibile creare e sfruttare i giacimenti di idrocarburi, che era in sospeso dal 2019 e sarebbe dovuto essere adottato entro il 30 settembre 2021. Per questo, i provvedimenti del ministero non rappresentavano ancora un via libera definitivo ai lavori, ma una sorta di autorizzazione intermedia, in attesa del piano regolatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie