In corso al Censer di Rovigo il 19esimo congresso provinciale di Cgil. Le sfide per il lavoro e lo sviluppo futuro della Provincia

ROVIGO – Il sentiment che si respirava in sala Bisaglia al CenSer di Rovigo in occasione del primo dei due giorni del 19esimo congresso provinciale di Cgil Rovigo è quello di fiducia nei confronti del segretario uscente Pieralberto Colombo che, salvo clamorose sorprese, dovrebbe venire indicato, ed accettare di continuare, il proprio mandato quadriennale.

Con 155 delegati in sala ed una nutrita partecipazione di ospiti dalla società civile, è iniziato il congresso provinciale con la dettagliata e corposa relazione del segretario uscente degli ultimi quattro anni di mandato caratterizzato, tra l’altro, dal devastante impatto socio economico prodotto dalla pandemia.


Colombo ha toccato tutti i temi cari al sindacato, dalle tutele per i lavoratori, alle battaglie per una qualità del lavoro che non prescinda dalla sicurezza, dalle fragilità del tessuto socio economico del Polesine, dalle nuove richieste lavorative che provengono dalla logistica, fino alla sempre più alta necessità di formazione, per arrivare a tratteggiare un futuro per la provincia di Rovigo che potrebbe essere scritto dagli investimenti tanto promessi grazie alla costituzione della Zona logistica semplificata. Rimane il No fermo al lavoro povero, al lavoro pericoloso, al lavoro sommerso, a quello senza tutele, a quel lavoro che non porta dignità al lavoratore.

In provincia di Rovigo il congresso ha coinvolto quasi 4.600 iscritti che al 99.98% hanno votato il documento “Il lavoro crea il futuro” che vede come primo firmatario il segretario nazionale Maurizio Landini e che è stato il titolo del 19esimo congresso provinciale di Cgil Rovigo.

Nel suo intervento di saluto e vicinanza alle tematiche sul lavoro espresse dal sindacato, il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo ha provato ad ampliare l’affermazione contenuta nel titolo con l’esperienza amministrativa del mandato ricevuto dai cittadini di Rovigo.

“Creare un ambiente in cui sia possibile costruire sane opportunità lavorative è compito della politica – ha affermato il sindaco Gaffeo – ma per migliorare quanto riteniamo non ancora sufficiente bisogna, probabilmente, cambiare strategia. Penso alla necessità di considerare Rovigo non solo capoluogo di provincia, ma baricentro dell’area del Bassoveneto. Dobbiamo ragionare nei termini di Area vasta, è una questione qualitativa, ma anche quantitativa, di numero di cittadini da preservare, attraverso politiche contrarie allo spopolamento”.

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