Oltre 1.500 addetti solo in provincia di Rovigo e oltre 3.000 in Veneto. Le aziende del comparto progettano attrazioni installate da New York a Shanghai.

ROMA – Dalle officine del Polesine alle capitali mondiali del divertimento. È questa la fotografia tracciata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un post pubblicato sui propri canali social ha ricordato il ruolo del Distretto della Giostra di Rovigo come eccellenza produttiva unica nel suo genere.

Secondo i dati citati dal ministro, il comparto conta oltre 1.500 addetti diretti e indiretti nella provincia di Rovigo e più di 3.000 in tutto il Veneto, rendendolo il primo distretto al mondo nella costruzione di giostre e attrezzature per parchi divertimento. Le aziende del settore esportano in Europa, Stati Uniti e Asia, con creazioni installate in parchi iconici come Coney Island a New York e nei grandi complessi di intrattenimento di Shanghai.

“Si tratta di una delle espressioni più originali del saper fare italiano”, ha affermato Urso. “Un settore che unisce artigianalità, ingegneria e innovazione, generando valore e occupazione e portando la creatività veneta nel mondo”.

Nella giornata di ieri, il ministro ha incontrato al Mimit il presidente del consorzio Veneto District Amusement Rides, Fabio Martini, per discutere le prospettive di sviluppo e internazionalizzazione del comparto. Tra i temi al centro del confronto: innovazione tecnologica, formazione di nuove competenze e accesso agli strumenti previsti dalla Transizione 5.0, pensata per favorire il rinnovamento digitale ed energetico delle imprese.

Il distretto della giostra rappresenta una realtà radicata nel Polesine da decenni, dove molte aziende a carattere familiare hanno trasformato la tradizione artigiana in una filiera internazionale in grado di competere su scala globale.

E proprio qui si inserisce l’orgoglio più semplice e concreto del territorio:
in tutto il mondo, milioni di persone salgono ogni giorno su ruote panoramiche, montagne russe e attrazioni luminose. Molte di quelle strutture prendono forma in silenzio, tra officine, capannoni e mani esperte di questa provincia.
Un orgoglio che non ha bisogno di manifesti: basta sapere che, tra una partita a briscola e una stretta di mano in officina, un pezzo di divertimento del pianeta parte da qui.

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