Hanno provato a far cadere il numero legale del consiglio comunale, ma non ci sono riusciti. In 5 del Pd rischiano di uscire dalla maggioranza

ROVIGO – Si è ritrovato in 15 in consiglio comunale dopo la pausa di 10 minuti annunciata dalla presidente del consiglio Nadia Romeo dopo il voto sulle delibere per Iras (LEGGI ARTICOLO) e dopo 22 minuti in cui mancava il numero legale, i lavori sono ricominciati con la risposta all’appello del segretario dei consiglieri di minoranza Damiano Sette e Tiziano Menon che hanno portato a 17 i consiglieri dell’aula, garantendone la prosecuzione.

La circostanza ha visto il consigliere Osti, per motivi familiari già annunciati, alle 22.30 abbandonare l’aula, l’assenza per ferie di due consiglieri (Osti, Giannese e Bertacin riportano comunque la maggioranza a 18 consiglieri), ma è mancato il rientro in aula dei 5 consiglieri ancora iscritti al Pd: Romeo, Chendi, Raise, Balzan ed il nuovo entrato Ferrari, in minoranza (5 a 6) rispetto agli 11 consiglieri del Gruppo consiliare Pd (LEGGI ARTICOLO).

Lo avevamo già scritto (LEGGI ARTICOLO): l’adesione alla delibera proposta dalla Lega da parte dei consiglieri del Pd era una operazione divisiva per uscire dalla maggioranza e dal Gruppo consiliare Pd, in cui si sono ritrovati in minoranza e, con la sostituzione di Caterina Nale con Marco Ferrari, da 4 sono passati a 5.

E` una questione grave, da chiarire in maniera ufficiale, quella che è accaduta dopo la votazione delle delibere su Iras – afferma il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo – La maggioranza si è trovata in una potenziale mancanza di numeri. Voglio sapere, nero su bianco, alla luce del sole, con una presa di posizione pubblica da parte dei consiglieri che hanno deciso di non partecipare ai lavori del consiglio, da che parte stanno: al bar con la minoranza, o al lavoro per i cittadini di Rovigo?”.

Gaffeo aggiunge che chiede l’Abc della trasparenza, che in maggioranza vorrebbe poter contare su persone serie, che non chiede un gregge di pecore, così come non ha mai preteso un esercito di soldatini, ma consiglieri con cui amministrare insieme in un leale rapporto di fiducia.

Una fiducia che è venuta meno da quanto successo in consiglio comunale il 4 luglio che il primo cittadino ha voluto denunciare pubblicamente, ben sapendo che spetta alla maggioranza garantire il numero legale della seduta, non certo alla minoranza.

Gaffeo apre la porta dell’uscita dalla maggioranza ai 5 consiglieri che hanno voluto lanciare il messaggio politico: “Lo vedi che senza di noi non vai da nessuna parte?” ma che non sono riusciti nell’intento grazie al senso di responsabilità dei consiglieri Menon e Sette.

“Voglio ringraziare pubblicamente i consiglieri Damiano Sette e Tiziano Menon perché grazie alla loro presenza siamo riusciti ad approvare tre delibere di giunta in materia di bilancio che non potevano essere posticipate e che sono di beneficio per i nostri cittadini.

La prima riguarda una operazione da 70mila euro per i Servizi sociali con bandi per l’assunzione a tempo determinato di assistenti sociali, la seconda ratifica interessava il settore istruzione primaria e vedeva gli assessori Bagatin e Zambello come referenti politici, la terza, del valore di 3,4 milioni di euro, riguardava operazioni per la messa a disposizione della collettività di fondi Pinqua dal Pnrr per la riqualificazione di San Bortolo.

Trovarsi in aula con 15 consiglieri di maggioranza non è agibilità politica – denuncia il sindaco Gaffeo – non esprimo nessun giudizio su quali impegni inderogabili abbiano impedito ai consiglieri di rientrare, ma quando mi dicono che si sono trattenuti al bar, allora diventa un problema politico serio, da chiarire al più presto”.

Il tema lanciato da Gaffeo è semplice: si deve chiarire se l’amministrazione ha ancora la propria maggioranza, ma l’impressione è che il sindaco chieda invece se i 5 iscritti al Pd sono ancora da considerarsi in maggioranza, visto che i numeri per la maggioranza, anche senza i 5, già ci sono.

“Non convoco nessuno, attendo una presa di posizione ufficiale – conclude Gaffeo – Far parte o meno della maggioranza è una responsabilità politica di cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

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