TRECENTA (Rovigo) – Il Partito Democratico di Trecenta esprime un giudizio positivo sul provvedimento adottato dal Governo ponendo l’attenzione sulla crisi del reperimento sul mercato delle materie prime in generale e di quelle edili in particolare. “La guerra in Ucraina – sostiene Gilberto Bianchini – ha sconvolto i mercati e ha rischiato di fare perdere il Superbonus a molte famiglie che stanno intervenendo sulla propria abitazione”.

“Per scongiurare il fermo dei cantieri, inclusi quelli del Pnrr, il governo Draghi ha deciso di intervenire di nuovo con 3 miliardi sui prezzari, una misura volta a contrastare il rincaro dei materiali. E’ arrivata anche una proroga di tre mesi sul Superbonus al 110% per i proprietari di villette che dovranno realizzare il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022 e non più entro il 30 giugno. La norma consente anche un’interpretazione estensiva di quel 30%, calcolandolo sul totale dei lavori e non più sugli interventi legati al singolo bonus. Sarà anche più facile la cessione del credito, con la possibilità di effettuare sempre tale manovra tra banche e clienti, senza attendere la chiusura del ciclo delle cessioni precedenti.
Sull’argomento abbiamo sentito Paolo Ghiotti presidente regionale di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Veneto, associazione di categoria citata dallo stesso Bianchini.
Il Presidente di Ance conferma un giudizio sostanzialmente positivo del provvedimento “…anche se si sarebbe potuto prolungare maggiormente i termini di scadenza”.
Dice Ghiotti: “Il Bonus ha dato un contributo alla ripresa del settore edile particolarmente in crisi, soprattutto in considerazione della vetustà del patrimonio immobiliare nazionale, basti pensare che più del 50% dei fabbricati è in classe F o G, cioè energivori”. A suo parere però “…occorrerebbe che la politica fosse più lungimirante, perché le scadenze previste entro settembre (soprattutto per le case singole) costituiscono un grosso limite”. L’osservazione si accompagna alla difficoltà nel trovare i materiali. Il problema non è solo Italiano ed è aggravato dalle note vicende dell’acciaieria Azovstal. “Ecco che se il Governo avesse allungato ulteriormente i termini di scadenza del beneficio alla fine del 2023 probabilmente le imprese avrebbero potuto dilazionare i lavori con soddisfazione dei committenti e forse in assenza di questa corsa sfrenata alla ricerca dei materiali calmerebbe i costi”.
Un altro problema segnalato da Ghiotti riguarda la cessione dei crediti. “Una volta le Poste e la Cassa depositi e prestiti ricevevano il credito da parte dell’impresa, oggi invece solo dai privati fino ad un massimo di 150mila euro, mentre Banca Intesa e Unicredit hanno di molto diminuito la loro capacità di accogliere la cessione del credito”. È ovvio che questo frena il volano dell’economia.
La Legge dunque è stata interessante e virtuosa, tant’è che il Veneto è la seconda regione d’Italia ad averne usufruito ma l’Ance sperava in una scadenza più dilazionata. “Purtroppo il legislatore ragiona con la logica dell’uscita di cassa – conclude Ghiotti – e considera solo l’uscita di 13,5 miliari di spesa ma non che il provvedimento ha generato 43 miliardi di economia con 7miliardi d’introiti in termini di tasse, senza considerare i benefici occupazionali, inoltre andrebbe considerata la peculiarità del settore edilizio i cui cantieri risento dagli andamenti stagionali e meteorologici”.
Ugo Mariano Brasioli
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