ROVIGO – Promuovere nuovi modelli economici e dare reddito alle imprese, anche a quelle gestite direttamente con la forza familiare. È un tema forte, che guarda al futuro dell’agricoltura polesana, quello che verrà trattato giovedì 12 marzo, nella sede di piazza Duomo di Confagricoltura Rovigo, nel convegno “Competitività delle filiere agroalimentari: scenari economici, modelli d’impresa e trend di consumo”.
Sarà un focus importante, con esperti a valenza nazionale, organizzato dalla Fiiaf, la Federazione italiana impresa agricola familiare di Confagricoltura, che rappresenta le piccole e medie imprese agricole, in particolare quelle a conduzione familiare. Il presidente provinciale è Alberto Faccioli, che è anche vicepresidente nazionale, titolare di un’azienda agricola biologica e dell’agriturismo Valgrande a Bagnolo di Po. In Polesine, così come nel Veneto, le imprese agricole hanno ancora una conduzione prevalentemente familiare, con la difficoltà di garantire il ricambio generazionale e di far fronte ad un mercato globale sempre più complesso. In questo momento a condizionare l’andamento delle aziende è il conflitto in Medio Oriente, con l’aumento dei costi dell’energia e del petrolio e gli effetti sugli scambi commerciali.
Di questi scenari economici si parlerà nel convegno di giovedì, che inizierà alle 10 con i saluti istituzionali di Fabio Ortolan, past president di Confagricoltura Rovigo e della Fiiaf. Seguiranno gli interventi di Antonio Forte, economista senior del Centro Europa Ricerche (Cer); Piero Mastroberardino, imprenditore vitivinicolo e professore universitario; Marika Ferrari, primo ricercatore del Crea alimenti e nutrizione; Lorenza Mistura, ricercatore del Crea alimenti e nutrizione; Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo. Moderatore Vincenzo Lenucci, direttore delle Politiche di sviluppo economico delle filiere agroalimentari e Centro studi di Confagricoltura. Conclusioni di Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura.
“Il convegno, aperto al pubblico, conclude una tre giorni di approfondimento e studio riservata a una trentina di agricoltori provenienti da tutta Italia – spiega Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo -. Abbiamo affrontato temi fondamentali come quello della cooperazione e delle Op, le organizzazioni dei produttori, che possono portare vantaggi in termini di strategia e competitività. Si è parlato delle certificazioni come strumento per la valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari con focus sulle indicazioni geografiche (dop, igp e stg) e le certificazioni bio e del sistema di qualità di produzione integrata. Siamo andati a visitare l’idrovora Ca’ Vendramin nel Delta del Po e l’azienda Uccellatori, specializzata nella produzione di riso, cereali e nella trasformazione brassicola, con l’attenzione rivolta ai processi produttivi e alle filiere agroalimentari. Una tre giorni importante, con la presenza di Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, per cercare di comprendere meglio gli scenari economici presenti e futuri e individuare le strategie migliori per stare sul mercato”.













