ROVIGO – Se questo è un viale: ovvero il viale c’è a livello di toponomastica, ma nella realtà si tratta dei miseri resti si quello che un tempo fu l’appendice di viale Benvenuto Tisi da Garofolo, il tutto realizzato per consentire ai tanti, che per vari motivi dovettero curarsi presso l’allora “sanatorio U.Maddalena”, di potervi giungere provenienti dalla stazione ferroviaria.
Si……è proprio ancora lui, il famigerato viale Europa che tra proteste, promesse, contratti di quartiere ed altre mille amenità, oggi giace silente ed incolto in condizioni a dir poco pietose. Crebbe la Commenda diventando il quartiere più popoloso della Città e viale Benvenuto Tisi fu prolungato verso quella che sarebbe diventata poi la nuova Commenda Est ed il sanatorio lo si raggiungeva dal ribattezzato viale Europa e poi anche dal nuovo viale Alfieri i quali portavano verso l’allora Piazzale Europa che ebbi l’onore, in veste di Assessore (anche) alla toponomastica, di ribattezzare in Piazza Beato Palatucci, nel frattempo dotata di un bel Monumento dedicato al Martire Irpino, frutto di un progetto realizzato dagli studenti del “Roccati” di Rovigo. Cambiato quindi il contesto, la Commenda Ovest passava da quartiere periferico a quartiere residenziale: peccato che molti dei problemi collegati all’espansione della città verso nordest, siano rimasti tali e la presenza del maggior polo scolastico cittadino, del campo Coni, dello Stadio Battaglini, dovrebbero fari riflettere sullo stato di conservazione delle poche strade che conducono al sito, ivi compreso viale Europa.
Dimenticavo che l’ex Ospedale Maddalena, i lavori di restauro del quale programmati assieme alla riqualificazione dell’intero comparto, sono ancora sospesi “ad libitum” dopo una serie di rinvii.
Che dire?…….al peggio non c’è mai fine, ma peggio di così, penso sia difficile possa andare, e non si adducano scuse e scarichi di responsabilità, evidenziando solo le cose fatte: alle volte dichiarare pubblicamente il famoso “mea culpa”, potrebbe far meritare almeno l’onore delle armi.
Flavio Ambroglini
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