L’ultimo evento in programma è un appuntamento già molto apprezzato lo scorso anno e che torna nella rassegna 2022 di Rovigo con nuovi protagonisti. Martedì 5 luglio, alle ore 21:00, ci sarà infatti la finale del Concorso internazionale corti teatrali site-specific Donne da Palcoscenico – Nel Chiostro, storia e bellezza negli occhi delle Donne.

ROVIGO – “Un bellissimo evento per creatività, improvvisazione, gestualità e per le idee di Letizia Piva, che incantano”.

“C’era la musica, c’era la poesia, c’era il teatro in un insieme sospeso. È arrivata la potenza di un momento d’arte totale in una cornice così intima come il Chiostro dell’Ex Monastero Olivetano di Rovigo”.

Queste sono solo alcune delle opinioni che gli spettatori hanno condiviso riguardo l’evento di sabato sera, proposto da Minimiteatri. Nella poesia, un viaggio nel linguaggio poetico e nella musica, nell’espressione vocale e fisica, ha incantato i presenti grazie, inoltre, alla partecipazione collettiva avvenuta nella parte finale di serata, nel fiume della poesia. “La poesia è dentro a ciascuno di noi” ha commentato Marco Munaro, protagonista della serata, insieme a Letizia E.M. Piva che ha dato corpo e voce alla scrittura poetica, accompagnati dalle note dell’oboe di Marco Schiavon. Micol Andreasi ha, invece, introdotto la serata dandone una interessante chiave di lettura.

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Nel frattempo Donne da Palcoscenico 2022 – altri Linguaggi per nuovi Incontri, che incarna i goal dell’agenda 2030 che la direzione artistica della compagnia ha voluto indagare, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, continua e lo fa attraverso la sperimentazione tecnologica. Ieri, domenica 3 luglio, infatti, è stato possibile prendere parte a La Zingana, Virtual A.R. Theatre, con scene, interpretate dagli attori Francesca Botti e Paolo Rossi, liberamente tratte dall’omonima commedia di Gigio Artemio Giancarli, un rodigino nel Cinquecento, una produzione Minimiteatri in collaborazione con Visual Roving Srls, riprese e montaggio di Tomas Pasinetti e Francesco Fara, per la regia di Letizia Piva. Momenti che si possono continuare a vivere anche oggi, ad ingresso gratuito, con doppia replica, alle 18 e alle 19.30 sempre al Chiostro dell’ex Monastero Olivetano di Rovigo. Sono necessari device e auricolari personali.

Minimiteatri vuole esplorare il Virtual A.R. Theatre, fissando una sinergia esclusiva e totale con il luogo dove il teatro accade e creando un nuovo modo di fruire arte teatrale. Chi si presenta agli incontri programmati, oltre a godere di uno spettacolo con attori virtuali e reali, diventa parte di un gruppo di sperimentazione che interagisce con Minimiteatri e con Visual Roving per la creazione e messa a punto di questa nuova esperienza.

Tale evento non si esaurisce nella sede del Chiostro, ma proseguirà con accadimenti attivabili in un secondo momento anche da casa, attraverso gadget che verranno forniti ai presenti. I visitatori, quindi, fruiranno subito dei vari prodotti di spettacolo presenti e attivabili in loco con propri device e auricolari ed inoltre entreranno subito in dialogo con i produttori, dialogo che proseguirà nel tempo. Durante l’incontro verrà chiesto di lasciare una e-mail e, attraverso questo contatto, le persone saranno avvertite degli ulteriori contenuti che verranno attivati in un secondo momento e potranno essere condivisi nei gruppi familiari e tra amici, da adulti, ragazzi e anche dai più piccoli.

L’ultimo evento in programma è un appuntamento già molto apprezzato lo scorso anno e che torna nella rassegna 2022 con nuovi protagonisti. Martedì 5 luglio, alle ore 21:00, ci sarà infatti la finale del Concorso internazionale corti teatrali site-specific Donne da Palcoscenico – Nel Chiostro, storia e bellezza negli occhi delle Donne. Il pubblico presente decreterà il podio finale. Conduce la serata Micol Andreasi ma vi sarà anche la partecipazione della regista e accademica di fama internazionale Elisabetta Brusa, che condurrà i presenti all’interno delle singole rappresentazioni. 

In scena si potranno vedere i lavori di tre finalisti, ovvero:

LA STORIA DI CARLA, produzione Cromo collettivo artistico di Poggio di Mirteto (RT), di Andrea Lupo, con Chiara Sarcona.

Quante volte ci siamo sentite costrette a subire una situazione che non ci andava bene? Quante volte c’è mancato il coraggio di prendere in mano la nostra vita? La storia di Carla ci è da esempio, una donna semplice, di basso ceto sociale, proveniente da un paesino di campagna, che sceglie di emanciparsi dalla propria famiglia e dalla propria condizione sociale, scoprendo una nuova se stessa e anche una nuova passione!

L’inchiostro e l’abbraccio, produzione Compagnia Minimal di Pomarance (PI), di e con Angela Ameli e Giada Fedeli-Gammaphi, regia di Marco Gistri

L’universo maschile e quello femminile sono spesso in conflitto.

Con l’iNchiOstRo si scrivono lettere.

Con l’inChioStrO si dipingono donne con tante sfumature, incertezze, contraddizioni che si immergono e riemergono da pozzi in cui spesso entrano anche senza apparenti e reali motivi.

L’inChiOstro ci conduce, silenzioso e potente, alla consapevolezza che la differenza tra uomo e donna è forza, come quella stessa complessa forza che si sprigiona in un AbBraCcio.

Me pareva na Favola, produzione Consorzio Coreografi Danza d’Autore (Con.Cor.D.A.)/Movimentoinactor di Pisa, di e con Leila Ghiabbi, collaborazione artistica Flavia Bucciero

Lo spettacolo tratta il tema della violenza domestica sulle donne, esprimendosi attraverso il linguaggio del teatrodanza. Una relazione, vissuta dalla donna come concretizzazione di una favola, di un sogno con relativo “principe azzurro”, rapidamente si trasforma, rivelando il lato oscuro di una passione che diviene volontà di possesso, sopraffazione, violenza da parte dell’uomo. La donna rivive, attraverso la sua immaginazione, le diverse fasi di un rapporto, ormai deteriorato, per prenderne pienamente coscienza ed esplodere, alla fine, in un grido di liberazione. Il corpo è luogo privilegiato e fragile in cui le emozioni si manifestano, interagendo con il mondo esterno. Quando il corpo e l’anima vengono violate e ferite, la parola diventa strumento potente di sutura. Superare il silenzio è il primo passo coraggioso per creare i presupposti per nuove condizioni di vita.

Il senso del site-specific è quello di dialogare con questo magnifico angolo della città, senza usarlo come perimetro contenitore; il senso è quello di vivere questo luogo, assaporando la sua atmosfera che offre accoglienza e abbraccia gli animi; il senso è quello di mettersi con esso in ascolto creativo, percependone gli umori e le prospettive. 

Il luogo, il chiostro dell’ex monastero degli Olivetani di Rovigo con la sua storia, la sua architettura semplice, spirituale, equilibrata, il suo silenzio raccolto e concentrato, la sua inquadratura all’alto cielo e al vigile campanile, suggerisce che sia sempre tempo di cercare altre parole, altre orbite, altri modi di esprimere e dialogare. Ogni linguaggio viene ascoltato, soprattutto ora, mentre ancora la paura si nasconde nei sorrisi e nelle speranze, mentre il divieto si insinua nella creatività e nella gioia di incontrarsi

Per informazioni:

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Instagram: Minimiteatri

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