Suman trasmette osservazioni alla Regione Veneto, mentre gli europarlamentari Pedullà e Morace presentano un’interrogazione alla Commissione europea: «Il Delta del Po non è un’area industriale»

ROVIGO – Il progetto di realizzazione di un impianto per l’incenerimento di fanghi a Loreo, nel cuore del Delta del Po, arriva fino alle istituzioni europee. Il Movimento 5 Stelle ha infatti deciso di alzare il livello dello scontro politico e istituzionale contestando l’insediamento dell’impianto in uno dei territori considerati più delicati dal punto di vista ambientale.

L’iniziativa parte dal territorio: la coordinatrice provinciale del M5S di Rovigo, Elena Suman, insieme ai gruppi polesani del movimento, ha trasmesso formalmente alla Regione Veneto le osservazioni nell’ambito della procedura autorizzativa in corso.

Parallelamente il caso è stato portato all’attenzione delle istituzioni europee dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà e Carolina Morace, ed a Sabrina Pignedoli, con la presentazione di una interrogazione alla Commissione europea, iniziativa che è stata accolta a livello comunitario.

Secondo il M5S il progetto solleva seri interrogativi sulla compatibilità ambientale. L’impianto prevede infatti l’incenerimento di grandi quantità di fanghi di depurazione in un’area di straordinario valore naturalistico, caratterizzata dalla presenza di zone protette e da un’economia fortemente legata ad agricoltura, pesca e produzioni alimentari di qualità.

Nelle osservazioni inviate alla Regione e nell’interrogazione europea vengono evidenziati dubbi sulla sicurezza ambientale dell’impianto, alla luce della fragilità degli ecosistemi deltizi e delle incertezze scientifiche legate ai processi di combustione dei fanghi. Tra le principali criticità segnalate, la mancanza di garanzie sufficienti per escludere ricadute negative su aria, suolo e acque, con possibili conseguenze anche per la salute dei cittadini e per le filiere agroalimentari del territorio.

Il Movimento 5 Stelle chiede quindi di verificare se un impianto di questo tipo possa essere compatibile con la tutela degli habitat naturali e delle specie protette presenti nell’area, oltre a valutare eventuali ulteriori misure di salvaguardia.

Nel mirino anche la strategia complessiva sulla gestione dei rifiuti. Secondo il M5S autorizzare un nuovo inceneritore in una regione già caratterizzata da una forte concentrazione di impianti analoghi rischierebbe di consolidare un modello basato sulla combustione, anziché puntare su soluzioni più sostenibili e coerenti con gli obiettivi europei di riduzione e recupero delle risorse.

«Il Delta del Po non è un’area industriale qualsiasi – dichiarano i rappresentanti del Movimento – ma un patrimonio ambientale, economico e sociale da tutelare. In presenza di rischi potenziali per l’ambiente, la salute e le produzioni locali, questo impianto non deve essere realizzato. Il principio di precauzione non è uno slogan, ma un dovere».

Il Movimento 5 Stelle ribadisce quindi la propria contrarietà all’impianto di Loreo e annuncia che continuerà a utilizzare tutti gli strumenti politici e istituzionali, a livello locale, nazionale ed europeo, per impedire quella che considera una scelta dannosa per il territorio polesano.

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