ROVIGO – Applausi convinti e partecipazione calorosa hanno segnato il successo di Jazz all’Opera, l’evento andato in scena ieri al Teatro Sociale, capace di trasformare la sala in uno spazio sonoro raffinato e avvolgente. Protagonisti della serata il clarinettista Gabriele Mirabassi e la Venezze Big Band del Conservatorio Statale di Musica “Francesco Venezze”, interpreti di un progetto musicale che ha saputo coniugare mondi apparentemente distanti.
Sul palco, il dialogo tra jazz e opera si è sviluppato con naturalezza, dando vita a un percorso sonoro ricco di sfumature. Le sonorità del clarinetto di Mirabassi, intense e ricercate, si sono intrecciate con gli arrangiamenti dinamici della big band, offrendo al pubblico momenti di grande suggestione. Il risultato è stato un equilibrio riuscito tra rigore e libertà espressiva, capace di valorizzare tanto la tradizione quanto la sperimentazione.
Figura di riferimento nel panorama jazzistico, Mirabassi vanta una carriera oltre trentennale che lo ha portato a esplorare diversi linguaggi musicali, dal jazz alla musica popolare, dalla classica alla world music. Dopo il diploma al Conservatorio di Perugia nel 1986, ha intrapreso un percorso artistico costellato di collaborazioni prestigiose e riconoscimenti, distinguendosi per una cifra stilistica personale e profondamente espressiva.
Accanto a lui, la Venezze Big Band si conferma eccellenza del Conservatorio rodigino. Fondata nel 2008 su iniziativa di Marco Tamburini, l’orchestra è oggi guidata dal trombonista e arrangiatore Massimo Morganti. Nel corso degli anni ha costruito un profilo artistico di alto livello, grazie anche a collaborazioni con importanti nomi del jazz internazionale e italiano, consolidando il proprio ruolo nel panorama musicale.
L’evento, realizzato in collaborazione con il dipartimento jazz del Conservatorio, ha potuto contare sul sostegno di BVR Banca del Veneto Centrale, contribuendo a rafforzare il legame tra istituzioni culturali e territorio.
Una serata che ha dimostrato come la contaminazione tra generi possa generare nuova bellezza, coinvolgendo un pubblico sempre più attento e partecipe.














