Il gruppo consiliare di minoranza coeso contro il compagno di opposizione che invoca una commissione d’inchiesta per “stanare” i responsabili del disastro Casa di riposo. Tutto inutile per i fedelissimi di Matteo Salvini
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ROVIGO “Il consigliere comunale Antonio Rossini, uomo delle istituzioni, se non per indole o per vocazione quantomeno per professione, dovrebbe ben sapere quanto rischioso possa essere parlare di commissioni d’inchiesta e di “colpevoli” senza una sufficiente conoscenza di base dell’argomento sul quale si interviene. Evidentemente, però, lo dimentica, visto che da giorni si lancia in una crociata per individuare i ‘responsabili del disastro Iras’. Argomento sul quale, peraltro, nei tanti anni in cui ha fatto parte del consiglio comunale, non si registrano suoi interventi memorabili. 

Non solo: sempre da uomo delle istituzioni, Rossini pare dimenticare anche che le commissioni d’inchiesta, perlomeno quelle che si possono organizzare nei consigli comunali, non hanno il compito di individuare dei colpevoli – visto che, per fortuna, per questo ci sono appositi tribunali, non certo composti sull’onda del populismo – ma di analizzare accadimenti e loro conseguenze”.

Lo spiega Michele Aretusini, capogruppo della Lega in consiglio comunale. “Detto questo, corre l’obbligo di evidenziare come il consigliere Rossini, nella sua foga, arrivi in ritardo di almeno cinque anni. Già nel 2018, infatti, il commissario regionale messo alla guida dell’Iras, l’avvocato Tiziana Stella, ha individuato, mi permetto di supporre con maggiore competenza e cognizione di causa del consigliere Rossini, le motivazioni del presente dissesto dell’Iras, le ha messe nero su bianco e le ha raccolte in un esposto che è stato inviato alla Corte dei Conti nel luglio 2018 proprio a conclusione del suo primo mandato, e sempre solo nell’interesse dell’Ente. La Corte dei Conti, a quanto ci risulta, ha risposto con una archiviazione, motivata prevalentemente sulla ragionevole intervenuta prescrizione delle prospettate irregolarità contabili pur aderendo alla ricostruzione dei fatti descritti nell’esposto.” 

“Per carità, è umano che il consigliere Rossini non sappia dell’intervenuta prescrizione, ma saperlo non era impossibile: sarebbe stato sufficiente informarsi, ossia lavorare seriamente al caso Iras, come il consigliere Rossini avrebbe potuto fare in tutti questi anni, e non lanciarsi in crociate populiste quando la priorità attuale è salvare l’ente e i suoi lavoratori e dare certezze agli anziani e alle loro famiglie”.

“Vogliamo fare una commissione di inchiesta? Ebbene, potremmo anche farla in nome della trasparenza ma sia chiaro che non ci darà nomi e cognomi dei colpevoli”

“Personalmente – chiude Aretusini – non credo che per conoscere le ragioni del dissesto Iras sia necessaria una commissione d’inchiesta, dal momento che basta leggere le relazioni dei Commissari Regionali che hanno dato una ricostruzione molto puntuale delle cause del dissesto; determinate decisioni, sono ben note, a chi si è occupato – seriamente – del caso Iras. Di processi sommari non abbiamo bisogno. 

A maggior ragione quando sospetto fortemente che queste crociate servano solo a distogliere dalle reali priorità, ossia salvataggio dell’ente, dei posti di lavoro e delle sicurezze di anziani e famiglie. A noi interessa questo, e non sollevare ad arte polveroni per correre in soccorso di una amministrazione confusa, ruolo nel quale, invece, si cala frequentemente e con imbarazzante entusiasmo il consigliere Rossini”. Posizione di Aretusini condivisa anche da Valentina Noce, Lorenzo Rizzato, Sabrina Magon.

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