ROVIGO – La sala del Consiglio provinciale porta ufficialmente il nome di Giacomo Matteotti. La cerimonia di intitolazione si è svolta nella mattinata di venerdì 5 giugno a Palazzo Celio, in occasione della riunione dell’assemblea provinciale, trasformando una normale seduta amministrativa in un momento di alto valore istituzionale e civile.
Una scelta fortemente simbolica, quella della Provincia di Rovigo, che arriva a pochi mesi dalla deliberazione approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale il 13 dicembre 2024 e che assume un significato ancora più profondo per la coincidenza con una ricorrenza storica: esattamente 110 anni fa, il 5 giugno 1916, il giovane consigliere provinciale Giacomo Matteotti pronunciava proprio in quella sede un acceso intervento contro la guerra, nel pieno del primo conflitto mondiale.
Alla scopertura della targa hanno partecipato numerose autorità civili, militari e politiche del territorio. Presenti il prefetto Franca Tancredi, i senatori Bartolomeo Amidei e Luca De Carlo, la deputata Nadia Romeo, l’assessore regionale Valeria Mantovan ed il consigliere Cristiano Corazzari, il sindaco di Fratta Polesine Giuseppe Tasso, il questore Antonino De Santis, il comandante provinciale dei Carabinieri Edoardo Campora e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Francesco Sodano.
La targa collocata all’ingresso dell’aula ricorda Matteotti come «simbolo universale della lotta al sopruso, del ripudio della guerra e della difesa dei più deboli», sottolineando il valore senza tempo della sua testimonianza politica e civile.
Dopo la cerimonia si sono susseguiti gli interventi di Luigi Contegiacomo, presidente dell’Istituto Polesano per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, e di Giancarlo Moschin dell’Associazione Culturale Giacomo Matteotti. A seguire il professor Gianni Sparapan ha proposto una suggestiva drammatizzazione dello storico discorso pronunciato il 5 giugno 1916 dal futuro deputato socialista, ricostruito attraverso gli atti del processo che ne seguì, dal momento che l’intervento non compare nei verbali ufficiali dell’epoca.
L’intitolazione rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione della figura di Matteotti, nato a Fratta Polesine nel 1885 e assassinato dai fascisti nel 1924 dopo aver denunciato in Parlamento le violenze e i brogli che avevano caratterizzato le elezioni politiche di quell’anno.
Una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento per i valori democratici e costituzionali del Paese e che oggi trova un riconoscimento permanente proprio nel luogo dove iniziò il suo impegno istituzionale al servizio del territorio polesano.
La scelta della Provincia assume inoltre un significato particolare in un periodo storico segnato da conflitti internazionali e tensioni sociali, richiamando l’attualità del messaggio matteottiano fondato sul rifiuto della guerra, sulla tutela delle libertà democratiche e sulla difesa dei diritti delle persone più fragili.


















