Dal 19 gennaio al 1 febbraio 2026, la Pescheria Nuova di Rovigo ospita una rassegna di pittura e scultura che mette al centro la provocazione come stimolo alla riflessione e al confronto sul presente.
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ROVIGO – La provocazione, intesa come messa in opera di ciò che stimola la discussione e la riflessione su temi di interesse generale, è il filo conduttore della mostra di pittura e scultura “La provocazione nell’arte”, curata da Stefania Donatella Paron per conto di Radio Voce nel Deserto O.D.V..
Dal 19 gennaio al 1 febbraio 2026, la rassegna animerà la Sala Pescheria Nuova di Rovigo (Corso del Popolo 140), con quadri e installazioni di sette artisti accomunati dal tema, ma portatori di linguaggi e sensibilità profondamente diversi.

Espongono Christian Bergantin, Alberto Cristini, Ruben Garbellini, Roberto Pavanello, Sabrina Lorenzini, Martina Siviero e Salvatore Spirlì, ciascuno rappresentante di una propria tendenza artistica. Le loro opere, pur differenti per stile e contenuto, dialogano attorno al concetto di provocazione come invito ad andare oltre la semplice fruizione estetica.

Come spiega la curatrice Stefania Donatella Paron, non è stato semplice coinvolgere gli artisti nel progetto:

“Molti temevano di non riuscire a rappresentare adeguatamente il tema, forse perché associavano la provocazione alla sola trasgressione di una regola etica. In realtà non era questo ciò che veniva richiesto, ma l’individuazione di opere che, per tecnica, contenuto o modalità di rappresentazione, potessero incuriosire il pubblico e spingerlo a riflettere”.

La provocazione si declina quindi in modi diversi. Ruben Garbellini la esprime attraverso ritratti di figure solitarie e inattive, in contrasto con una quotidianità scandita da ritmi frenetici, competizione ed efficienza. Le opere di Alberto Cristini risultano provocatorie perché costringono l’osservatore a decifrarne il senso tramite indizi disseminati all’interno del quadro.

Roberto Pavanello affronta invece temi di forte impatto emotivo, rendendo la provocazione immediata sia nei soggetti trattati sia nelle modalità espressive. Nei lavori di Martina Siviero e Christian Bergantin, la provocazione è insita in un linguaggio astratto che sfida l’osservatore a interpretare. Le opere di Sabrina Lorenzini non rappresentano la provocazione: sono esse stesse provocazioni.

Un discorso a parte riguarda Salvatore Spirlì, per il quale la provocazione diventa mezzo e strumento della pratica artistica, spesso di difficile comprensione senza una chiave di lettura esplicativa.

Per illustrare il filo conduttore della rassegna è stato realizzato anche un catalogo, che verrà presentato e letto in occasione dell’inaugurazione.

“Questa non è una semplice vetrina di opere destinate alla vendita – conclude la Paron – ma una mostra che vuole proporre al pubblico un motivo di riflessione sull’evoluzione dell’arte”.

Informazioni e eventi collaterali

La mostra “La provocazione nell’arte” è aperta tutti i giorni dal 19 gennaio al 1 febbraio 2026, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30.
L’inaugurazione si terrà domenica 19 gennaio alle ore 18.00, con la presentazione del catalogo a cura della curatrice.

Accanto alla rassegna principale, sono previsti due eventi collaterali:

  • Il Gioco dell’Oca Polesana
    Domenica 25 gennaio alle ore 17.00, l’artista Alberto Cristini presenterà una dimostrazione pratica del gioco, coinvolgendo il pubblico in un viaggio simbolico attraverso il Polesine, guidato dal caso e dalla fortuna dei dadi.
  • Reading letterario e proiezione di video poesie
    Sabato 31 gennaio alle ore 18.00, alcuni autori locali daranno voce a poesie e video ispirati alle opere esposte, creando un dialogo tra arti visive e parola.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

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