CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) – Clamorosi sviluppi sulla presunta rapina di Castelnovo Bariano di domenica notte (LEGGI ARTICOLO). E’ tutta una invenzione della donna, che aveva consegnato i famigerati 23 euro al marocchino per procurargli la droga, non vedendolo ritornare, per ripicca ha inscenato tutto facendolo arrestare.
Lo comunicano il Procuratore della Repubblica e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo, a seguito dell’arresto del 16 febbraio effettuato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Castelmassa. In manette era finito K.M., del 1986, cittadino marocchino, per il reato, in ipotesi accusatoria, di rapina aggravata commessa in concorso con altro soggetto allo stato rimasto ignoto. Secondo la prima ricostruzione i fatti si sarebbero svolti Castelnovo Bariano il domenica 16 febbraio verso le 2 di notte ai danni di una donna, R. E., che lo aveva denunciato. La Procura della Repubblica di Rovigo aveva chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare del carcere per il pericolo di reiterazione di analoghi reati in considerazione della gravità dei fatti contestati in ipotesi accusatoria, nonché della personalità dell’indagato in ragione della recidiva.
L’arresto del marocchino è stato convalidato dal Gip in quanto legittimamente eseguito dai Carabinieri sulla base degli elementi in quel momento a disposizione, ma non ha emesso la misura di custodia cautelare in carcere disponendo la contestuale immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa.
All’udienza di convalida nel corso dell’interrogatorio ha fornito la propria versione difensiva, e dalla contestuale analisi di messaggi vocali presenti in un apparecchio cellulare prodotto dalla difesa, e riferito come appartenente al giovane, che i fatti di rapina denunciati da R.E. non erano avvenuti, in quanto secondo la versione difensiva e documentata da messaggi presenti sul cellulare, il denaro – € 23,00 – parte del quale rinvenuto dai Carabinieri nella disponibilità del marocchino, gli sarebbe stato consegnato proprio dalla donna per l’acquisto di stupefacente da consumare insieme.
Dal momento che l’uomo non ha più fatto ritorno, la donna, per ritorsione, avrebbe denunciato ai Carabinieri di Castelmassa di essere stata vittima di una rapina, fornendo la descrizione dell’uomo e una versione dei fatti.
R.E. è stata quindi dalla Procura della Repubblica di Rovigo indagata, in ipotesi accusatoria, di calunnia e di violazione della normativa sugli stupefacenti art.73 DPR 309/90 e la Procura ha disposto nei confronti della suddetta una perquisizione e sequestro per la ricerca di fonti di prova, delegando i Carabinieri di Castelmassa, che hanno subito eseguito quanto delegato.













