Nel Polesine oltre la metà delle assunzioni è difficile da coprire: forte richiesta di operai specializzati, giovani e personale con esperienza. Nel trimestre attese 5.310 entrate

ROVIGO – Nel mese di febbraio 2026 le imprese della Provincia di Rovigo programmano 1.580 nuove entrate, su un totale regionale di 40.900 e circa 424mila a livello nazionale, secondo il Bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Lo scenario locale si inserisce in un contesto nazionale che resta dinamico: in Italia sono previste 424mila entrate a febbraio e circa 1,4 milioni nel trimestre febbraio-aprile, ma quasi la metà dei profili richiesti (46,6%) è di difficile reperimento. Una criticità che nel Nord Est supera la media (51,3%) e che in Polesine si attesta su livelli ancora più elevati.

Rovigo: oltre 5mila entrate nel trimestre

Guardando all’orizzonte trimestrale, tra febbraio e aprile 2026, in provincia sono attese 5.310 entrate complessive.

A febbraio: Il 23% dei contratti sarà stabile (tempo indeterminato o apprendistato); Il 77% sarà a termine, tra tempo determinato e altre forme con durata predefinita; Solo il 17% delle imprese prevede di effettuare assunzioni; Il 71% delle entrate si concentrerà nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Un dato che conferma la centralità del tessuto produttivo di piccola dimensione nel mercato del lavoro locale.

Servizi in testa, ma pesa l’industria

In provincia di Rovigo, il 49% delle entrate previste si concentra nei servizi, mentre il restante 51% si distribuisce tra industria e settore primario.

Tra i comparti con il maggior numero di ingressi a febbraio si segnalano: Commercio (circa 170 entrate); Costruzioni (170); Servizi di alloggio e ristorazione e turistici (160); Servizi alle persone (140); Servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (130).

A livello nazionale, i servizi si confermano il motore della domanda di lavoro con 274mila ingressi programmati a febbraio (64,7% del totale), seguiti dall’industria (29%) e dal settore primario (6,3%).

Profili richiesti: operai specializzati in cima alla lista

Nel dettaglio delle figure professionali richieste in provincia di Rovigo: Operai specializzati e conduttori di impianti: 45% delle entrate; Professioni commerciali e dei servizi: 16%; Profili generici: 20%; Dirigenti, specialisti e tecnici: 14% (quota inferiore alla media nazionale del 18%); Impiegati: 5%.

A livello italiano, proprio tra operai specializzati (64,1%) e tecnici (51,1%) si registrano le maggiori difficoltà di reperimento, con punte elevate per addetti alle rifiniture nelle costruzioni, fabbri, meccanici, saldatori e tecnici della salute e dell’ingegneria.

Difficoltà di reperimento sopra la media

In 52 casi su 100, le imprese rodigine dichiarano di avere difficoltà a trovare i profili desiderati, un dato superiore alla media nazionale (46,6%).

Le cause principali sono: Carenza di candidati disponibili; Mancanza di competenze specifiche; Richiesta di esperienza: per il 60% delle entrate è necessaria esperienza professionale nello stesso settore.

Si tratta di un segnale strutturale che evidenzia il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto nei profili tecnici e operativi.

Titolo di studio ed esperienza: cosa chiedono le imprese

Per quanto riguarda il livello di istruzione richiesto: 10% delle entrate sarà destinato a laureati; 38% a diplomati di scuola media superiore; 18% a qualifiche o diplomi professionali; 32% a candidati con scuola dell’obbligo.

Un mix che riflette la forte presenza di figure operative e tecniche, ma anche la necessità di competenze qualificate in ambito gestionale e progettuale.

Spazio a giovani e lavoratori immigrati

In provincia di Rovigo: Il 27% delle entrate è rivolto a giovani under 30; Un altro 27% riguarda lavoratori immigrati.

A livello nazionale, la quota destinata agli under 30 sale al 29%, con maggiori opportunità nei servizi finanziari e assicurativi, ICT, turismo e commercio.

Nel complesso, il mercato del lavoro nella provincia di Rovigo si mostra dinamico ma segnato da criticità strutturali: piccole imprese protagoniste, forte domanda di operai specializzati e difficoltà crescenti nel reperire competenze adeguate. Una sfida che chiama in causa formazione, orientamento e politiche attive per colmare il divario tra imprese e lavoratori.

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