Domanda di lavoro stabile a livello nazionale. In provincia di Rovigo opportunità limitate ma dinamiche interessanti, soprattutto nei servizi e tra i giovani.
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ROVIGO – Ad aprile le imprese italiane prevedono circa 500mila nuove assunzioni, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso mese del 2025. Nel trimestre aprile-giugno, invece, le entrate programmate raggiungono 1,67 milioni, in lieve flessione (-0,5%).

Un quadro che conferma una fase di tenuta del mercato del lavoro, ma con dinamiche differenziate tra settori e territori.

Servizi e turismo trainano, industria in difficoltà

A sostenere la domanda di lavoro sono soprattutto i servizi. In crescita risultano infatti: turismo e ristorazione (+3,8%), trasporti e logistica (+5,5%), servizi alle persone (+2,0%), e anche il settore primario (+3,5%)

Al contrario, il comparto industriale mostra segnali di debolezza. Il manifatturiero registra un calo complessivo del -4,1%, con flessioni particolarmente marcate nel legno-arredo, nella metallurgia e nella chimica-plastica. Anche le costruzioni segnano una leggera contrazione (-1%).

Profili introvabili: quasi un’assunzione su due è difficile

Uno degli elementi più critici resta la difficoltà di reperimento del personale: riguarda il 44,6% delle posizioni, pari a oltre 220mila posti.

Le maggiori criticità si registrano: nelle costruzioni (61%), nei comparti tessile, legno e metallurgia (oltre il 56%), e nelle professioni tecniche e specializzate. 

Tra i profili più difficili da trovare spiccano operai specializzati, tecnici industriali e figure legate all’ingegneria, segno di un persistente mismatch tra domanda e offerta.

Giovani e lavoratori stranieri: quote rilevanti

Le opportunità per gli under 30 rappresentano circa il 28% delle entrate, mentre i lavoratori immigrati coprono il 24,1% del totale. Due componenti sempre più centrali per sostenere il fabbisogno delle imprese.

Focus Rovigo: poche assunzioni, ma segnali dinamici

Nel contesto nazionale, la provincia di Rovigo si muove su numeri più contenuti ma con caratteristiche interessanti.

Ad aprile 2026 sono previste circa 1.960 entrate, che diventano 6.140 nel trimestre. Si tratta di una quota ridotta rispetto al totale nazionale, ma significativa per il tessuto economico locale. 

Prevalgono servizi e piccole imprese

Le assunzioni si concentrano: per il 51% nei servizi, e per il 69% nelle imprese con meno di 50 dipendenti

Questo conferma la struttura produttiva del territorio, basata su piccole realtà e su attività legate al commercio, al turismo e ai servizi alla persona.

Contratti soprattutto a termine

Solo il 17% delle entrate sarà stabile, mentre l’83% sarà a tempo determinato o con altre forme contrattuali flessibili

Un dato che evidenzia una fragilità occupazionale, ma anche la necessità di flessibilità da parte delle imprese.

Difficoltà di reperimento sopra la media

Anche a Rovigo emerge il problema del mismatch: il 47% delle assunzioni è difficile da coprire

Le imprese cercano soprattutto: operai specializzati (41%), figure nei servizi commerciali e alla persona, e personale con esperienza specifica (richiesta nel 58% dei casi). 

Spazio ai giovani e agli stranieri

Un segnale positivo arriva dalle opportunità per i giovani: il 32% delle assunzioni riguarda under 30, una quota superiore alla media nazionale. 

Rilevante anche il contributo dei lavoratori stranieri, che rappresentano circa il 31% delle entrate previste

Un mercato del lavoro stabile ma in trasformazione

Nel complesso, i dati delineano un mercato del lavoro stabile nei numeri ma in trasformazione nella qualità.

Da un lato crescono i servizi e le opportunità per giovani e lavoratori stranieri; dall’altro persistono criticità strutturali, come la difficoltà di reperire competenze adeguate e la diffusione di contratti a termine.

Per territori come Rovigo, la sfida sarà rafforzare l’incontro tra domanda e offerta, valorizzando formazione tecnica e specializzazione, per trasformare le opportunità in occupazione più stabile e qualificata.

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