LENDINARA (Rovigo) – Un momento di incontro, dialogo e condivisione che ha coinvolto l’intera comunità. Si è svolta a Lendinara, in via Marchefava, la celebrazione della fine del Ramadan organizzata dalla comunità islamica locale (LEGGI ARTICOLO), con una partecipazione ampia e significativa anche da parte delle istituzioni.
Oltre 150 i presenti per la festa conclusiva del mese sacro, ospitata nel capannone utilizzato per la preghiera, in un evento aperto alla cittadinanza e pensato proprio per favorire conoscenza reciproca e integrazione.

Numerosa la presenza istituzionale: il Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, il questore Eugenio Vomiero, il comandante provinciale dei Carabinieri Edoardo Campora, rappresentanti di Guardia di Finanza e Polizia Locale, oltre alla deputata Nadia Romeo, al sindaco di Lendinara Francesca Zeggio, al sindaco di Gaiba Nicola Zanca e al vice console del Marocco dal consolato di Verona.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale Assalam, punto di riferimento della comunità islamica lendinarese, che da anni lavora sul territorio per costruire relazioni e occasioni di dialogo.
Ad aprire la serata, il saluto dell’organizzatrice Khadija Sabry, che ha richiamato i valori di «rispetto, dialogo e fratellanza», sottolineando l’importanza della presenza delle istituzioni come segno concreto di attenzione e vicinanza.
Il sindaco Francesca Zeggio ha evidenziato il percorso di integrazione avviato negli anni, fatto di piccoli passi ma significativi: «Momenti come questi aiutano a costruire una comunità più unita e consapevole, dove ciascuno può sentirsi parte della città».
Particolarmente significativo l’intervento del prefetto Franca Tancredi, che ha posto l’accento sul valore della convivenza e del confronto. «Non parlo di vostra e nostra comunità – ha affermato – ma della crescita delle nostre società. Viviamo insieme e insieme affrontiamo le sfide quotidiane».
Un discorso che ha toccato anche il tema della diversità come risorsa: «Il confronto, anche tra visioni diverse, è ciò che ci permette di crescere. Momenti come questi sono fondamentali».
Il prefetto ha poi voluto sottolineare il clima dell’incontro, parlando di una “bellezza” non solo esteriore ma anche interiore, capace di trasmettere valori positivi e senso di appartenenza.
Una occasione che ha confermato come, anche in un contesto locale, il dialogo tra culture e istituzioni possa tradursi in occasioni concrete di integrazione e coesione sociale. Perché, sorprendentemente, conoscersi davvero resta ancora il modo più efficace per evitare di avere paura degli altri.



















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oramai noi siamo ospisti a casa nostra