Il database sulle possibili luci telluriche presismiche presenta già 16 casi interessanti registrati dal 2008 e osservati da diverse zone di Lendinara

LENDINARA (Rovigo) – Da molto tempo nei cieli del Polesine si manifestano periodicamente dei fenomeni luminosi anomali in bassa atmosfera che a volte vengono osservati da diversi testimoni, senza trovare una spiegazione.

Da 25 anni tali fenomeni vengono osservati e studiati dal 45°GRU, un piccolo gruppo di ricerca che quotidianamente osserva il cielo con strumentazione e rigore scientifico, spostandosi con propri mezzi sul territorio per tentare di registrare e misurare tale fenomenologia.

Tantissime le segnalazioni raccolte dal 2000 ad oggi in diverse zone del Polesine, ma un’area di interesse da cui si possono osservare periodicamente tali fenomeni sembra essere la zona di Lendinara: negli anni il 45°GRU ha effettuato moltissime osservazioni, registrando tali fenomeni con strumentazione tecnico-scientifica come telescopi, fotocamere professionali, visori notturni, termocamere, arrivando anche a ricavarne misurazioni tramite la spettroscopia e la radiometria; a volte i fenomeni muovendosi sembrano produrre anche segnali radio in bassa frequenza sulle bande della radionatura VLF-ELF

Lo studio portato avanti da Jerry Ercolini e il suo staff è molto a canale ristretto, ovvero gli osservatori del 45°GRU sanno discernere un fenomeno luminoso da luci artificiali conosciute (aerei, elicotteri, lanterne cinesi, fuochi d’artificio, fuochi fatui,meteore, riflessi, fulmini…) grazie all’esperienza acquisita quotidianamente sul campo, arrivando a creare un database nutrito di ciò che è conosciuto e quello che può rientrare nella fenomenologia anomala.

Fra i diversi fenomeni indagati, dal 2008 una tipologia molto particolare riguarda delle luci globulari di forma pressochè sferica di grandi dimensioni con colorazioni fra l’arancio e il rosso fucsia osservate in bassa atmosfera a pochi gradi dal suolo che, registrate ed analizzate, sembrano presentare forti componenti di idrogeno, ossigeno e a volte itterbio e palladio; lo studio in corso non esclude la possibilità che questi fenomeni possano trattarsi di luci telluriche presismiche EQL (Earthquake Lights) che già da tempo e da altri ricercatori sono state osservate in altre parti del mondo, in un lasso di tempo che precede un evento sismico. 

Su questa linea di pensiero, gli studi del 45°GRU hanno portato a creare un database in continuo aggiornamento assieme anche ai ricercatori Giorgio De Luca e Valentino Straser, i quali stanno ricercando per ora se esistono eventuali correlazioni fra fenomeni luminosi-tempo cronologico-eventi sismici di particolari magnitudo verificatisi fuori dal Polesine ma non ad elevate distanze dai punti di osservazione di tali fenomeni luminosi.

Il database sulle possibili luci telluriche presismiche presenta già 16 casi interessanti registrati dal 2008 e osservati da diverse zone di Lendinara, come il globo rosso del 15 agosto 2013 precedente al sisma che interessò Amatrice, i globi fucsia dell’11 agosto 2018 precedente l’evento sismico dell’Albania, o  come l’ultima luce intensa di colore verde/azzurro registrata l’8 dicembre 2024 (foto qui sopra) poche ore prima il sisma della Slovenia e un globo luminoso arancio/rosso il 30 dicembre 2024 (foto in alto) registrato pochi giorni prima del sisma avvenuto in Friuli il 12 gennaio 2025.

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